Una rappresentanza di ex lavoratori del magazzino Amazon di Colleferro ha manifestato – questa mattina, lunedì 10 maggio – nei pressi del sito per poi spostarsi davanti alla sede della filiale Adecco di Colleferro e successivamente giungere davanti al palazzo municipale di Colleferro, in piazza Italia, denunciando a tutta l’opinione pubblica “il comportamento vergognoso di Amazon e Adecco nella selezione, gestione e utilizzo del personale somministrato per il ruolo di magazziniere presso il magazzino Amazon di Colleferro”.

Le parole del sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna

Ho letto da qualche parte che c’è il timore che io non voglia ricevere gli ex lavoratori di Amazon che manifesteranno oggi. Che idiozia tremenda! Nella mia seppur breve esperienza politica sono stato sempre affianco ai lavoratori che per qualche ragione perdevano la propria occupazione. Prima di diventare sindaco ho assistito alla chiusura di molte fabbriche, alla cacciata di centinaia di operai specializzati, alle delocalizzazioni.. tutto ciò nonostante esponenti di spicco della nostra comunità sedessero tra i banchi del governo. Da quando ho vinto le elezioni 6 anni fa, non ha chiuso più nessuna fabbrica anzi ne hanno aperte di nuove: creando maggiori opportunità ma anche maggiori problemi dal punto di vista del precariato. Questo siamo stati e siamo: città del lavoro; noi siamo la città dei luoghi di lavoro, delle tute blu, dell’occupazione di fabbrica, di Rosciani, Mariannetti e molti altri. Ci mancherebbe che il sindaco non riceva gli ex lavoratori che manifestano davanti la fabbrica ed arrivano sotto al comune. Il Municipio non è mio: è della comunità; io lì dentro la servo per un breve periodo e tutti i cittadini, tutti i lavoratori o ex lavoratori sono i benaccetti. Lo Sloi, l’area logistica di Piombinara non è un paradiso dal punto di vista dei diritti, del lavoro regolare e della contrattazione sindacale: questo lo sappiamo da 15 anni (senza che si alzasse alcuna voce autorevole). Oggi la nascita di Amazon e LM hanno acuito il dibattito ed è automatico che sia così, visti i numeri. Gli oltre 400 nuovi posti a tempo indeterminato già concretizzati non sono abbastanza, il fatto che questi lavoratori abitino in un raggio di 20 km dai nuovi stabilimenti non basta, l’indotto importante creatosi non è sufficiente; siamo pronti a sostenere il sindacato nella battaglia sul precariato, ben coscienti che la legge non è certo quella degli anni ‘70 ma convinti che si possa ottenere di più. Le nuove normative nazionali hanno aumentato le forme di precariato e non c’è sindaco che possa ordinare applicazioni diverse: manco se rinascesse La Pira potrebbe. Certo possiamo confrontarci, dialogare e contrattare assieme al sindacato sia riguardo la possibilità di essere richiamati al lavoro sia riguardo maggiori stabilizzazioni. Detto ciò, gli ex lavoratori a cui è scaduto il contratto e non hanno ricevuto il rinnovo che oggi verranno in Piazza Italia saranno ricevuti senza dubbio con molte più attenzioni che se manifestassero davanti al Ministero, con rispetto sicuramente, come sempre i comuni fanno. Sappiamo che in piazza ci sarà anche l’opposizione ed è anche normale che sia così: tutti si fa il proprio mestiere a volte anche con un pizzico di ipocrisia, cavalcando l’onda del momento. Questo non cambia lo stato delle cose. È certo che le nostre braccia saranno aperte verso i colleferrini, verso gli ex lavoratori che vorranno venire a raccontarci dei disagi e dei problemi che il precariato ovunque ha creato loro in questi mesi difficili appena trascorsi.Non siamo arrogati ne veniamo dalla luna, non discendiamo da stirpe nobile, siamo figli di “carne avvezza a soffrire” scriveva Silone e le nostre orecchie saranno sempre a disposizione dei nostri concittadini che vorranno confrontarsi con noi per cercare di migliorare l’attuale stato delle cose. Le battaglie limpide e giuste le combatteremo sempre dalla parte dei più deboli e come istituzione ci impegneremo per porre il tema della precarietà sia alla Regione che al Governo: cosa che tra l’altro abbiamo già iniziato a fare con qualche primo risultato con l’assessore al lavoro Francesco Guadagno.

La posizione di Amazon

Amazon è oggi uno maggiori datori di lavoro in Italia. In 10 anni ha creato oltre 9.500 posti di lavoro a tempo indeterminato, a cui se ne aggiungeranno oltre 2000 nei prossimi tre anni solo per le attività di magazzino.

Come tante aziende con andamento dei volumi variabile, facciamo ricorso a lavoratori temporanei per supportarci nei periodi in cui registriamo incrementi del numero di ordini dei clienti. I lavoratori con contratti a tempo determinato ricevono il medesimo salario dei lavoratori a tempo indeterminato inquadrati allo stesso livello. Appena abbiamo la possibilità di assumere nuovo personale a tempo indeterminato ci rivolgiamo prioritariamente ai lavoratori che hanno già lavorato con noi.

  • Il sito di Colleferro è operativo dal mese di ottobre del 2020. Al momento del lancio del sito abbiamo annunciato la creazione di 500 posti di lavoro a tempo indeterminato entro tre anni. A sette mesi dall’apertura abbiamo assunto oltre 350 lavoratori a tempo indeterminato, in anticipo sugli obiettivi annunciati in fase di lancio.
  • Lavoratori temporanei

Come tante attività con andamento dei volumi variabile, facciamo ricorso a lavoratori temporanei per supportarci quando registriamo incrementi del numero di ordini dei clienti. Quando lanciamo un nuovo centro ricorriamo sia a lavoratori a tempo indeterminato che a tempo determinato per riuscire a gestire i volumi degli ordini nel miglior modo possibile. I lavoratori con contratti a tempo determinato ricevono il medesimo salario dei lavoratori a tempo indeterminato inquadrati allo stesso livello. Appena abbiamo la possibilità di assumere nuovo personale a tempo indeterminato ci rivolgiamo prioritariamente ai lavoratori che hanno già lavorato con noi.

Il ricorso al lavoro in somministrazione non è dettato esclusivamente dall’andamento dei volumi nel breve e lungo termine, ma anche dalle necessità connesse al lancio di nuovi siti. Durante la fase di lancio di nuovi siti delle dimensioni e della complessità dei centri di distribuzione Amazon, come ad esempio quello di Colleferro aperto circa 7 mesi fa, è necessaria una fase di organizzazione iniziale delle attività che deve essere necessariamente supportata dall’uso di personale temporaneo. Riguardo all’andamento dei volumi, il netto aumento degli ordini del periodo natalizio si riflette in un numero di contratti in somministrazione decisamente superiore rispetto a tutto il resto dell’anno. Inoltre, essendo Amazon  a tutti gli effetti un negozio aperto 24/7hr, è costantemente soggetto alla variabilità degli ordini e pertanto ci avvaliamo di personale in somministrazione anche negli altri periodi dell’anno.

  • Agenzie per il lavoro

Lavoriamo con le principali agenzie per il lavoro. Riteniamo che lavorare con le agenzie interinali per l’assunzione di personale sia un requisito fondamentale per un’attività in rapida crescita e caratterizzata da variabilità dei volumi come la nostra.  I dipendenti assunti con contratto in somministrazione dalle agenzie ricevono lo stesso stipendio e stesse condizioni contrattuali dei dipendenti assunti direttamente da Amazon. Ci impegniamo a offrire a ciascuno l’opportunità di crescere all’interno dell’azienda, quando possibile.

  • Tasse

In merito alle tasse, alcuni media stanno confondendo e quindi riportando erroneamente ciò che Amazon paga come imposta sulla società di una entità in Lussemburgo con ciò che Amazon paga in tutta Europa. Paghiamo l’imposta sulla società nei paesi di tutta Europa per centinaia di milioni di euro e operiamo ovunque nel pieno rispetto delle leggi fiscali locali. In Italia, nel 2019 il nostro contributo fiscale complessivo è stato di 234 milioni di Euro.