un momento della manifestazione che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma

Del grave, gravissimo momento di crisi vissuto dal comparto – crollato del 92,7% rispetto ai dati dell’anno precedente – ne avevamo parlato già alcune settimane fa con una esperta professionista del settore, Sabrina Urilli. Oggi, più che mai, torna d’attualità l’argomento dopo che la ministra Mariastella Gelmini ha dichiarato che contribuirà a definire una data di ripartenza per il settore wedding, nel corso del check che il governo farà a metà maggio.

L’attenzione al settore è arrivata dopo numerosi incontri con le associazioni di categoria in diversi tavoli tecnici con i politici, dopo l’organizzazione degli stati generali matrimonio ed eventi, e in ultimo, in ordine cronologico, dopo la manifestazione dello scorso 26 aprile, in Piazza Montecitorio a Roma, organizzata da Unanime, confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto tra cui Assoeventi, Federmep, WPI Wedding Planner Italia insieme a FEU – Filiera Eventi Unita ed al movimento “Insieme per il Wedding”.

Oltre alla piazza Montecitorio, la manifestazione si è svolta in contemporanea in dodici piazze d’Italia con altrettanti flash mob.

“Il nuovo decreto prevede aperture graduali per tantissimi settori ma non tutela i lavoratori del nostro settore – hanno fatto sapere i manifestanti, tra i quali anche alcuni ciociari – non siamo ascoltati, mentre decine decine di attività rischiano la chiusura”.

E, in effetti, ad andarci di mezzo non è soltanto il comparto dell’organizzazione dei matrimoni ma anche parrucchieri, fioristi, cuochi, camerieri, fotografi, musicisti, estetisti, organizzatori di eventi, staff delle location scelte per i ricevimenti, wedding planner, service, allestimenti, catering, noleggi, agenzie di viaggi, abiti sposa e cerimonia, dimore storiche, sale ricevimenti, dj, agenzie di spettacoli e musicisti di ogni genere.

Unanime la richiesta: protocolli definitivi e una data certa per ripartire in sicurezza. “Non è più possibile aspettare ancora – spiega Sabrina Urilli, che ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma – con perdite sul fatturato oltre il 90%, c’è il forte rischio che molti chiudano per sempre l’attività”.

Ieri, giovedì 6 maggio, ancora una volta Feu e Insieme per il Wedding sono scesi in piazza, esattamente a in piazza Bocca della verità in Roma, per sottolineare nuovamente la necessità di risposte certe ed urgenti per una immediata ripartenza del settore.

Bisognerà aspettare (ancora!) metà maggio per avere forse delle risposte.