Decine di dipendenti dello stabilimento Avon Cosmetics di Anagni in sciopero da questa mattina – mercoledì 5 maggio 2021 – a seguito della comunicazione ricevuta ieri relativa alla cessione del ramo di azienda ai sensi dell’articolo 47 dello stabilimento sito ad Anagni, piena zona industriale.

lo stabilimento Avon Cosmetics di Anagni

La società cedente, Avon Cosmetics srl, operante nel settore della vendita al dettaglio – prevalentemente a domicilio e tramite piattaforme Web – di prodotti cosmetici, articoli da toeletta, trattamenti di bellezza, integratori, bigiotteria e preziosi, accessori di moda e altri articoli, ha infatti comunicato agli stessi dipendenti con una lettera recante la data di ieri “ai sensi e per gli effetti dell’art. 47 della Legge 428/1990 e s.m.i.” l’intenzione di procedere alla cessione alla società Quickly Group con sede legale a Como.

L’unità produttiva di Anagni che verrà ceduta occupa 104 dipendenti ed è adibita esclusivamente alle attività di immagazzinaggio e di logistica relative allo stoccaggio e alla distribuzione di prodotti Avon, ed è l’unico magazzino della società cedente sul territorio italiano.

Il ramo di azienda è attualmente composto da 104 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, di cui: 78 operai, 24 impiegati, un quadro, un dirigente.

Avon intende trasferire la titolarità del ramo di azienda avente ad oggetto le attività di logistica e distribuzione e dei rapporti di lavoro a Quickly Group s.r.l., società interamente partecipata da Ivory Corporation s.r.l. che si occupa di prestazione di servizi logistici per conto terzi.

Le ragioni del trasferimento – secondo l’azienda – risiedono nell’esigenza della società cedente di esternalizzare le attività di logistica per ragioni di efficienza e ottimizzazione dei costi operativi e strutturali divenuti non più sostenibili, continuando ad usufruire dei servizi di logistica erogati dalla società cessionaria in virtù di appositi accordi commerciali tra le parti di durata pluriennale e consentendo di evitare peraltro l’esternalizzazione delle attività di logistica al di fuori del territorio italiano.

“La cessione del ramo di azienda – specifica Avon Cosmetics in una nota – comporterà pertanto la prosecuzione senza soluzione di continuità di tutte le attività di logistica e distribuzione svolte presso il sito di Anagni in capo a Quickly Group s.r.l., anche in virtù degli accordi commerciali tra le parti che, permettendo a quest’ultima di operare per conto della cedente oltre che di eventuali terzi, potranno consentire livelli produttivi non inferiori a quelli attuali”.

La data di efficacia della cessione è prevista per il primo giugno 2021, dopo l’esperimento delle procedure e l’esecuzione degli adempimenti previsti dalla legge per il perfezionamento dell’atto di cessione.

Pertanto, con effetto e decorrenza dalla predetta data, i rapporti di lavoro di tutto il personale addetto al ramo di azienda proseguiranno senza soluzione di continuità con la società cessionaria e la sede di lavoro dei lavoratori interessati resterà quella attuale. “Nei confronti dei lavoratori addetti al ramo di azienda – ci tiene a specificare Avon Cosmetics – continueranno a trovare applicazione gli stessi CCNL attualmente applicati e le qualifiche e i livelli di inquadramento del personale rimarranno invariati”.

“La comunicazione dell’azienda che abbiamo ricevuto ieri ci allarma e non poco – spiegano Sandro Chiarlitti e Francesco Cribari, rispettivamente segretario Filtecem Cgil Frosinone e Latina e coordinatore Filtecem Cgil dell’area policentrica di Anagni – dopo aver preso visione delle relative visure ed espresso le opportune valutazioni al riguardo, siamo giunti infatti alla conclusione che la società alla quale viene ceduto il ramo d’azienda, Quickly Group s.r.l., è sostanzialmente una scatola vuota, con un capitale sociale di 10mila euro, nessun dipendente, ed è a sua volta controllata da un’altra società che è sempre una scatola vuota”.

“La nostra preoccupazione – aggiungono i due esponenti sindacali – è che si stia operando una cessione a una società che non ha una struttura organizzativa né alcuna solidità economica; è chiaro che siccome più volte abbiamo pagato il prezzo di operazioni del genere, è chiaro che ci siamo allarmati”.

Per sopperire alla forza lavoro venuta a mancare con lo sciopero di oggi, l’azienda ha corso ai riparti chiamando lavoratori in somministrazione; “avviseremo le autorità competenti di quanto sta accadendo ad Anagni – concludono Chiarlitti e Cribari – nei prossimi giorni attiveremo le richieste di incontri presso le Istituzioni, a partire dal Ministero dello Sviluppo economico per far sì che l’azienda revochi, di fatto, questa azione di cessione”.