Il Direttivo Provinciale di Gioventù Nazionale, il movimento giovanile di Fratelli d’Italia, ha diramato questa nota stampa: “Nonostante il Covid sia una piaga non solo sanitaria ma anche sociale ed economica, si parla molto poco di crisi occupazionale, ma è questo il problema centrale della crisi italiana.

Quelle poche analisi che si fanno sul tema sono spesso errate o, meglio, incomplete. In realtà ciò che conta non è la situazione dell’individuo nel sistema di produzione ma la sua dignità. Restituire dignità al lavoro – svincolandolo finalmente dal sistema del “produci-consuma-crepa” liberista – si può, però occorre avere una visione che non favorisca esclusivamente il “lavoratore” ma che punti a migliorare le condizioni del “produttore”.

Ed allora non si può parlare di contratti a tempo indeterminato se perfino le aziende, a causa della crisi, sono ormai diventate “a tempo determinato”; non si può cianciare di occupazione e sostegno all’imprenditoria giovanile quando gli under-35 disoccupati sono saliti al 30% del totale; non si può richiedere ad un’azienda di assumere nuovi lavoratori quando la produzione è ferma e quando a livello fiscale il costo per ogni nuovo lavoratore assunto assesta un colpo devastante all’azienda; non si possono tessere le lodi delle piccole-medie imprese (ossatura del sistema produttivo nazionale) e poi favorire le grandi aziende che scelgono di delocalizzare a tutto svantaggio dell’Italia.

Se l’Italia è prona alle direttive europee, se l’Italia non difende le proprie imprese dalla concorrenza, se l’Italia non punta ad aprirsi nuovi mercati all’estero, allora l’Italia è una nazione priva di dignità. Il punto è questo: non bisogna credere a chi promette di restituire dignità e centralità al lavoro senza però voler, di pari passo, dare a Stato e nazione gli strumenti per avere dignità nel consesso internazionale. Se lo Stato non è pienamente sovrano, allora il lavoro italiano nella sua totalità non potrà essere garantito. Chi fa una politica nazionale fa di pari passo una politica per il lavoro”.

articolo a cura di Filippo Del Monte