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Colleferro, Segni, Artena, Labico, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico e Valmontone: i sindaci scrivono a Zingaretti

i primi cittadini chiedono di valutare la possibilità di equiparare la chiusura alle ore 22.00 prevista per i ristoranti, ai bar

I sindaci dei Comuni di Colleferro, Segni, Artena, Labico, Carpineto Romano, Gavignano, Gorga, Montelanico e Valmontone hanno scritto al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato per chiedere una revisione dell’orario chiusura dei bar. Ecco, di seguito, il testo della lettera:

Preg.mo Presidente,

Egr. Assessore,

il recente D.L. del 22 aprile 21 n. 52 e le successive note ministeriali esplicative, hanno disposto le nuove misure per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali, mantenendo comunque la massima attenzione alle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid 19.

Accogliendo favorevolmente le aperture consentite in riferimento agli spostamenti, alle attività didattiche, alle attività sportive, alle attività dei servizi di ristorazione, proprio in merito a queste ultime rileva sottolineare la permanenza di una ristrettezza per le attività rientranti nel codice ateco 56.3. Si tratta in prevalenza dei bar.

Orbene, nei nostri centri medio piccoli, tali attività sono certamente prevalenti rispetto ad altre e la chiusura alle ore 18.00, così come previsto dalla normativa sopra richiamata, cambia poco la situazione rispetto alla precedente (prima del 26 aprile u.s.).

Noi sindaci ci facciamo portatori dell’esigenza rappresentata con forza dagli esercenti di dette attività, e con la presente nota chiediamo di valutare la possibilità di equiparare la chiusura alle ore 22.00 prevista per i ristoranti, ai bar. Peraltro, la stessa disposizione si presta a dubbi interpretativi, poiché la limitazione alle ore 18 per gli esercizi rientranti nel codice ateco 56.3 si riferisce all’asporto e non al consumo su tavoli all’aperto che, pertanto si estenderebbe alle ore 22.00.

Ad ogni buon fine, si tratta di esercenti che forse più di altri hanno risentito le ripercussioni economiche della pandemia, pertanto, sarebbe veramente opportuno restituire un pò di ossigeno a questa categoria che rischia davvero di collassare.

Naturalmente, l’eventuale estensione alle ore 22.00 delle disposizioni a queste categorie andrebbe accompagnata da tutte le misure restrittive riferibili agli assembramenti ed all’utilizzo dei dispositivi di protezione, restando ferma la limitazione alle ore 18 per il solo asporto ed estendendola alle ore 22.00 per il consumo sui tavoli all’aperto.