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Anagni. Pignoramento presso terzi ad azienda che si occupa del trasporto scolastico: dipendenti senza stipendio da mesi

Mauro Musa (Fit CISL): "situazione paradossale; 18 famiglie in ginocchio"

Problemi legati ai servizi di manutenzione dei mezzi e pure gravi inadempienze nei confronti degli autisti e del personale di accompagnamento che causano disservizi, anche importanti, all’utenza. È questo lo spaccato che, come delineato dalle organizzazioni sindacali, descrive la realtà degli ultimi mesi del trasporto pubblico scolastico nel territorio del Comune di Anagni.

Servizio – questo – affidato, tramite assegnazione in appalto, ad una ditta con sede a Pomezia che ha subito il blocco dei conti correnti in seguito alla presentazione di un decreto ingiuntivo da parte di una locale officina meccanica con il conseguente “pignoramento presso terzi”, strumento legale che consente ai creditori di soddisfare le proprie pretese di credito in altre parole di recuperare l’importo del mancato pagamento da parte del proprio debitore.

In virtù di questa particolare forma di pignoramento – mediante la quale i creditori possono aggredire i beni o i valori del debitore che sono, appunto, in possesso “presso terzi” – l’ente comunale, appaltatore del servizio di trasporto scolastico, ha dovuto interrompere i pagamenti delle fatture all’azienda che, a sua volta, dopo aver corrisposto – a febbraio scorso – un acconto di alcune centinaia di euro ai dipendenti, non ha più erogato quanto dovuto lasciando senza stipendio 18 persone.

Ma, se per il Comune di Anagni resta di fatto un obbligo di Legge bloccare i pagamenti avuta notizia dell’avvenuto pignoramento presso terzi nei confronti dell’azienda appaltatrice, per il datore di lavoro è fatto obbligo continuare a pagare gli stipendi ai propri dipendenti.

“Una situazione paradossale ed incresciosa per la quale lavoratori e lavoratrici che hanno sempre svolto il loro lavoro in maniera professionalmente impeccabile e con dedizione si trovano da mesi senza stipendio con contratti di lavoro che prevedono assunzioni part- time a tempo determinato e che, in molti casi, decorrono con l’inizio delle attività scolastiche e quindi a settembre e si concludono in prima battuta alla vigilia delle vacanze natalizie, per poi iniziare con una nuova decorrenza del rapporto di lavoro a far data 7 gennaio fino alla chiusura delle attività didattiche prevista a metà giugno”, spiega Mauro Musa della FIT Cisl.

Una situazione ciclica di start-and-stop che in questa circostanza pandemica ha contribuito particolarmente a penalizzare questi lavoratori ausiliari del sistema scolastico.