Solo pochi giorni fa ci eravamo occupati del caso di una ragazza anagnina, madre di un bambino venuto a mancare purtroppo troppo presto, che si era rivolta alla nostra redazione per denunciare la sparizione di piccoli oggetti lasciati sulla tomba del figlio. Un gesto vile, infame – messo in atto da ignoti – di cui oggi è rimasta vittima anche un’altra famiglia, quella della piccola Asia, la bambina anagnina deceduta alcuni mesi fa in un tragico incidente stradale.

Questo il messaggio dei genitori postato su Facebook e su Instagram:

Ogni giorno viviamo con la consapevolezza che l’Anima di Nostra figlia continui ad ESSERCI nonostante tutto. Ogni giorno ci rechiamo dove possiamo salutarla, parlarle e continuare a condividere con Lei la vita, per raccontarle ciò che vEdiamo con i Nostri occhi, le emozioni che sentiamo e la Vita in generale. Oltre a Noi, tantissime persone che la adorano si recano a darLe un saluto, a portarle dei piccoli oggetti per farle sentire la Loro vicinanza. Oggi però Nostra figlia è stata privata di quegli oggetti: alcuni uomini o donne hanno ben pensato di derubarglieli.Scriviamo qui solo per dire che tutte le persone che vogliono bene a Nostra figlia continueranno a portare oggetti, a rimetterli il minuto dopo che Le saranno tolti. Non perdiamo tempo a esprimere ciò che pensiamo di quelle persone perché crediamo che il gesto li commenti da soli. Serena e Marco

La scoperta dei familiari ha lasciato, come già accaduto in passato, un forte senso di tristezza, non essendo il primo episodio del genere che si verifica al cimitero di Anagni.

I danni – in passato – hanno riguardato anche alcuni vasi ornamentali sradicati e portati via. In passato più volte si erano registrati episodi molto simili, con i furti commessi all’interno della struttura e in proporzioni anche maggiori, malgrado la presenza e i controlli del personale presente sul posto. Nel dettaglio, furti di fioriere di ottone e rame, probabilmente asportate per essere venduti sul mercato nero e farci qualche soldo.

Una vecchia storia, purtroppo, che ciclicamente torniamo a denunciare: visitare le tombe dei defunti è un rituale per non recidere del tutto il cordone ombelicale che ci lega, inconsapevolmente, ai cari con i quali non possiamo più condividere l’esistenza terrena. Ma questo tipo di furti macchiano il ricordo di rabbia, di una tristezza che alimenta ancora di più il dolore.

Le parole del sindaco Daniele Natalia