il post pubblicato su Facebook della giovane mamma anagnina, nostra cara lettrice

Furti di oggetti di basso valore intrinseco, ma dal grande significato simbolico e affettivo per il quale diventa certamente difficile accettare e sopportare la loro sottrazione. A sparire sono vasi, fiori, piccoli oggetti di arredamento ed anche scope e palette per la pulizia degli ambienti. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa, ma da allora – purtroppo – poco o nulla è cambiato. Il cimitero di Anagni, luogo sacro indipendentemente dalla fede religiosa di ognuno, e che per questo motivo merita rispetto a prescindere, è ancora una volta al centro delle cronaca per via di situazioni di vandalismo e invisibilità che fanno accapponare la pelle, vista anche la delicatezza della situazione.

Cimitero comunale di Anagni

A denunciare quanto accaduto stamane – mercoledì 31 marzo 2021 – è una giovane mamma anagnina, nostra cara lettrice, che si è recata in visita sulla tomba del figlio, venuto a mancare – purtroppo – alcuni mesi fa.

Le parole di una mamma che si è recata in visita al figlio al cimitero di Anagni

“Come ogni giorno mi ritrovo qui davanti a te, amore mio; il dolore di venire a trovarti qui, di non poterti abbracciare, di non poterti toccare è sempre tanto, tantissimo, indescrivibile. Poi scopro che mancano alcune cose, alcuni oggetti che le persone che ti amano e ti donano. E lì il dolore è ancora più forte: non oso immaginare neanche con quale coraggio si riesca a fare un gesto simile, non è la prima volta che succede ma spero sia l’ultima, incoraggiando queste persone a essere più buone, a fare del bene e non del male, soprattutto qui, dove c’è già tanto dolore. Tu sorridi, amore mio, sorridi sempre anche davanti a queste “persone”, perché il tuo sorriso deve essere arma contro la loro cattiveria. Mamma te ne comprerà altro 100 di angioletti, stanne certo. Li faremo stancare di fare questi giochetti, tu sai che noi ti amiamo tanto”.

In poche settimane ci sono stati tantissimi furti di questo genere nel cimitero della città di Anagni. Ad essere portati via sono soprattutto i portafiori di rame, i vasi in terracotta e gli stessi fiori, ma anche – come nel caso del ragazzo di cui sopra – piccoli oggetti come angioletti, statuine e altro. Si resta senza parole di fronte ad episodi di questo genere. Non è tanto per il valore degli oggetti in sé, ma per il simbolo di ciò che quegli oggetti rappresentano per i familiari che piangono i propri cari.

Le parole del sindaco Daniele Natalia

Il primo cittadino di Anagni ha così commentato l’accaduto: “i furti sono già odiosi di per sé ma quelli che riguardano fiori ed oggetti posti sulle tombe dei nostri cari defunti lo sono ancora di più. Ho letto sulla stampa il post straziante di una mamma, nostra concittadina, che ha perso il figlio e che, portando sulla sua tomba angioletti per ricordarlo, vede rubarseli ogni volta. La stessa cosa succede ad altre persone ed è uno scempio che non può essere tollerato. È uno schifo, è una vergogna, questi furti equivalgono a profanazioni. Il cimitero dovrebbe essere un luogo di ricordo, commemorazione, emozione composta, di certo non luogo dove rimediare una “bella refurtiva”. Nella ferma condanna di questi gesti, assicuro la città che faremo tutto il possibile per identificare questi mascalzoni ed assicurarli alla giustizia”.