“Fango ,polvere e sudore”. Come con questi tre elementi si può combattere il bullismo. Con queste parole il vicepresidente della Società Asd Atletico Zagarolo 2020 calcio, il signor Tropeano Francesco in questa intervista ci racconta come insieme al presidente Giancarlo Miceli e tutti i componenti del direttivo, stanno “costruendo” all’interno dell’impianto sportivo “Elio Mastrangeli”, un ambiente a misura di bambino insegnando non solamente a dare calci a un pallone ma a sapersi comportare anche nella vita.

Francesco raccontaci qualcosa di più di questa Società sportiva, ma soprattutto come fanno tre parole come fango, polvere e sudore a combattere il bullismo?

«Grazie dell’opportunità. Parto da lontano raccontandovi una storia che mi sono reso conto coincide con storie analoghe di miei coetanei. Oggi ho 52 anni e guardo i ragazzi giocare in un campo di erba di ultima generazione e in uno stadio con tutte le comodità, ma ai miei tempi le cose erano completamente diverse. Si giocava su campetti improvvisati, io nato e cresciuto in campagna con i miei amici costruivamo campi in ogni dove, era uno spazio delimitato a volte da una fila di alberi e le porte venivano costruite conficcando nel terreno dei pali storti. Ma esisteva un comune denominatore: ogni sera al tramonto, eravamo stremati sudati fradici, con la polvere che ci copriva anche gli occhi e ci riempiva le orecchie a tal punto che avresti potuto piantarci il basilico. Tutto questo se era una giornata di sole, altrimenti se pioveva eravamo pieni di fango fin dentro i pantaloncini. Ma non cambiava nulla la partita si faceva anche con le pozzanghere giganti stile laguna Veneta. E proprio raccontando questa storia in ufficio tra le riunioni della dirigenza e staff di allenatori è emerso che era una cosa comune questa dei campi impolverati, e delle partite che duravano 4 ore. Ed è emerso anche che nessuno tra di noi era mai stato un bullo da ragazzino e nemmeno un bullizzato. Giocavamo in un ecosistema di rispetto allo stato puro. Eravamo tutti uguali a fine serata sporchi ma uniti, e siamo cresciuti con degli ideali che nulla hanno a che fare con il bullismo e la prepotenza. Ed è per questo che all’interno di questa società avvengono cose che non hanno a che fare solo con il pallone ma anche con il mondo sociale, dobbiamo e vogliamo che tutti i ragazzi di Zagarolo e dintorni che entrano in questo stadio ne escano migliorati, non solo calcisticamente ma anche umanamente, ragazzi rispettosi e che si facciano rispettare».

Fantastico. Adesso finalmente ho capito il senso della tua affermazione riguardo polvere e sudore. Raccontaci qualche esempio di cosa state facendo sul sociale.

«Stiamo organizzando raccolte di beni di prima necessità da donare alle famiglie più bisognose, e a tal proposito, ringraziamo tutti i genitori e gli abitanti di Zagarolo per essersi messi subito a disposizione. Di queste raccolte ne faremo tante altre proprio perché lo stadio è anch’esso un luogo di ritrovo della comunità proprio come un oratorio o una chiesa, un simbolo di Zagarolo e ringraziamo il sindaco la dott.ssa Emanuela Panzironi e l’assessore allo Sport dott.ssa Alessandra Ercoli per la fiducia dataci. Un’altra grande iniziativa che devo assolutamente dirvi è il gemellaggio con una Società Etiope volta a sostenere la comunità sportiva del Shashamane. Un’iniziativa di scambio culturale e soprattutto di aiuto. Tutti i nostri ragazzi stanno donando le loro divise degli anni precedenti e questi kit di gara arriveranno ai ragazzi etiopi tramite l’associazione “GMA Napoli” che si occuperà del trasporto. A tal proposito permettetemi di ringraziare il presidente dell’associazione dott. Giuseppe Gatta. Inoltre, oltre questo ci sarà uno scambio reciproco di video di allenamenti e partite ,i nostri ragazzi vedranno come ci si allena in un campo di terra e sono sicuro che apprezzeranno sempre di più il valore delle cose che hanno».

Francesco oltre a tutti i ragazzi della dirigenza chi vorresti ringraziare?

«In primis tutti i ragazzi e i loro genitori per il calore che ci stanno dimostrando. Come dicevo prima un grazie al sindaco e all’assessore a tutta la popolazione di Zagarolo per averci accolti in questa comunità. Ormai tutti noi ci sentiamo di far parte di questo comune. In ultimo permettimi di fare un augurio allo stadio Elio Mastrangeli simbolo dello sport a Zagarolo, presto rimodernato e pronto per le prossime stagioni calcistiche che tutti noi ci auguriamo senza Covid».

Francesco, grazie.

«Grazie a voi della redazione per l’opportunità».

intervista a cura dell’ufficio Comunicazione dell’Atletico Zagarolo