Associazioni, liberi cittadini, giornalisti e rappresentanti delle amministrazioni pubbliche si sono dati appuntamento, nel primo pomeriggio di oggi lunedì 15 marzo, davanti ai cancelli dell’ex nosocomio cittadino per chiedere all’ASL di Frosinone la ripresa, nel più breve tempo possibile, delle prenotazioni per la somministrazione del vaccino anti-Covid19 nel centro vaccinale di Anagni.

L’iniziativa, organizzata dal comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni”, era stata indetta nei giorni scorsi dopo che la stessa ASL di Frosinone aveva annunciato lo stop alle prenotazioni “a causa – era scritto in una nota – della riduzione drastica delle consegne del vaccino Astrazeneca e della impossibilità momentanea di implementarle con altre dosi“.

La nota dell’azienda, giunta solo un paio di giorni dopo il comunicato del presidente del consiglio regionale Mauro Buschini che in pompa magna aveva annunciato l’attivazione dei due nuovi centri vaccinazioni di Anagni e di Atina, ha fatto arrabbiare – e non poco – non solo le associazioni che da anni si battono per la ripartenza dei servizi ospedalieri nel nosocomio di Anagni ma anche lo stesso sindaco di Anagni avv. Daniele Natalia che, senza usare mezzi termini, aveva parlato di “ennesima presa in giro dalla ASL e dalla Regione Lazio”.

Le parole del sindaco di Anagni, Daniele Natalia: “chiediamo la possibilità di fare i vaccini qui ad Anagni in modo regolare e funzionale”

le parole del sindaco di Anagni Daniele Natalia

“Una presenza, quella di oggi, qui davanti, per manifestare per l’ennesima volta contro chi si ostina, malgrado tutto, a mettere in secondo piano questa struttura“, ha spiegato il primo cittadino nel corso del suo intervento. Lo stesso sindaco, poi, non ha fatto mancare una stoccata alle associazioni che hanno scelto di non aderire all’iniziativa, Legambiente e Quartiere Cerere: “nei confronti di chi ha fatto polemica asserendo che questa manifestazione fosse politicizzata rispondiamo che ce ne faremo una ragione”.

Il sindaco, al termine del suo intervento, ha annunciato che tra oggi e domani verrà convocato un consiglio comunale ad hoc “per organizzare una nuova strategia per far valere i nostri sacrosanti diritti“.

Gianni Taurisano, sindaco di Filettino: “superare le criticità sui vaccini

le parole del sindaco di Filettino Gianni Taurisano

Alle parole dell’avv. Daniele Natalia hanno fatto eco quelle di un altro primo cittadino, Gianni Taurisano, sindaco di Filettino, unico rappresentante istituzionale non anagnino fisicamente presente alla manifestazione: “Anagni e tutto il comprensorio dell’area nord della provincia di Frosinone non devono essere lasciati indietro per ciò che riguarda i servizi sanitari essenziali; ci sono problemi enormi e criticità irrisolte ma la salute dei cittadini richiede sforzi massimi da parte di tutti”.

Sulla questione è intervenuto anche il dott. Alessandro Compagno, presidente dell’associazione “Diritto alla Salute” e membro del comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni” che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di farsi carico delle criticità che riguardano la salute dei cittadini dell’area nord di Frosinone: “non riusciamo a spiegarci come una realtà importante qual è Anagni, con scuole, turisti, industrie, non sia servita da servizi sanitari ottimali“.

Anna Natalia, presidente di Anagni Viva, ha invece ribadito la necessità di continuare a vigilare e ad essere “estremamente attenti” affinché la salute dei cittadini dell’area nord della provincia di Frosinone sia adeguatamente tutelata: “quello di Anagni è un centro importante per tutte le ragioni già dette e non deve assolutamente essere lasciato indietro”.

Legambiente Anagni e Quartiere Cerere non partecipano all’iniziativa: “non ne condividiamo i metodi”

Alla manifestazione di oggi non hanno partecipato il comitato di Quartiere Cerere, che per voce del suo presidente Luca Santovincenzo ha fatto sapere quanto segue

e il Circolo Legambiente Anagni che ha fatto sapere, tramite il presidente Rita Ambrosino, di “non condividerne i metodi, date le contingenti limitazioni di movimento dovute alla zona rossa, né il merito, data la scarsità di vaccino AstraZeneca causata dalla ditta produttrice”.
“Auspichiamo che si faccia chiarezza sull’argomento – ha aggiunto la dott.ssa Ambrosino – e che si agisca di concerto tra i diversi attori politico-amministrativi nell’interesse di tutti i cittadini”.

Il presidio – che ha visto la presenza anche delle Forze dell’Ordine per garantire l’ordine pubblico – si è sciolto circa un’ora più tardi.