E’ in aumento il numero delle imprese attive, dice il Presidente di Ance Frosinone Cav. Angelo Libero Massaro alla conferenza stampa tenutasi questa mattina, venderdì 9 marzo 2021, per via telematica. Illustrando la situazione del settore delle costruzioni a livello locale, regionale e nazionale.

Angelo Libero Massaro

Le parole del Presidente A. L. Massaro:“nell’ultimo trimestre 2020 si registra una minima flessione della massa salari della nostra Cassa Edile che diminuisce dell’0,14% (- 21.702,00 euro). Aumenta il numero delle Imprese attive del 4,37% (+ 40 Imprese). Aumenta il numero dei lavoratori iscritti del 3,11% (+136 lavoratori). Questo quadro evidenzia che le Imprese edili del nostro territorio, nonostante la crisi pandemica, hanno mostrato capacità di mantenere la propria forza lavoro e il know-how acquisito nel tempo, così da poter tempestivamente riprendere e sostenere la produzione con il graduale allentamento delle restrizioni e il miglioramento del contesto economico.”

A livello nazionale si registra una “significativa flessione degli investimenti in costruzioni del -10% in termini reali rispetto all’anno precedente. Gli investimenti in costruzioni, infatti, nei primi nove mesi del 2020 registrano una decisa contrazione determinata anche dal blocco di oltre il 68% delle attività durante il mese di marzo e aprile 2020. Con riferimento all’occupazione nel settore delle costruzioni, i dati elaborati dalla Commissione Nazionale Paritetica per le Casse Edili su 114 Casse Edili/Edilcasse, nei primi undici mesi del 2020, denotano un lieve incremento del numero di lavoratori iscritti (+2,1%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Pertanto anche il dato nazionale conferma la tenuta del sistema edile, nonostante tutto.”

Un breve cenno sui principali comparti dell’edilizia:

“Partiamo dalla Nuova edilizia abitativa: per gli investimenti in nuove abitazioni ANCE registra nel 2020 una flessione del 12,5% in termini reali rispetto al 2019. Sul futuro peseranno le incertezze, la fragilità e le nuove scelte che faranno le famiglie dopo la pandemia. La pandemia ha modificato le esigenze delle famiglie, che andranno a modificare le proprie scelte, e anche noi dovremmo andare a modificare il nostro metodo riguardo la costruzione delle abitazioni.

Riguardo invece la tematica della riqualificazione: un comparto giunto a rappresentare circa il 37% del valore degli investimenti in costruzioni, che in questi anni di crisi avevano sostenuto il mercato, ora registra un primo segno negativo (-9,8%). Su tale risultato incide, oltre l’emergenza sanitaria, anche lo stato di attesa da parte di tutti gli operatori per l’effettivo decollo degli interventi legati al Superbonus 110%. Per cui quel trend positivo che c’era stato si è fermato.

Sulle opere pubbliche possiamo dire che: come già anticipato, l’andamento del comparto delle opere pubbliche nel corso del 2020 ha inevitabilmente risentito dell’emergenza epidemiologica in corso che ha determinato, a partire da marzo 2020, un pesante rallentamento sia delle iniziative in corso, sia di quelle in programma. L’apertura del 2021 risulta caratterizzata da una tendenza negativa, soprattutto nel numero di gare pubblicate, ma per il futuro ANCE stima una crescita superiore al 7% rispetto al 2020. Con riferimento ai Comuni, complessivamente il 2020 registra un incremento della spesa in conto capitale (+2,6%) rispetto l’anno precedente che, però, è strettamente legato all’emergenza Covid19 (es. Mezzi di trasporto stradali +52%, Impianti + 26%, Fabbricati ad uso scolastico + 81,3%, Fabbricati ad uso strumentale +87,8%). Anche il settore delle grandi infrastrutture e dei grandi soggetti attuatori, quali Anas e RFI, ha risentito delle conseguenze della pandemia registrano ritardi per cantieri in corso e per quelli in programma.

Invece per quanto riguarda il quadro normativo di riferimento e provvedimenti del governo: vanno brevemente evidenziati i provvedimenti a sostegno delle Imprese che sono stati emanati negli ultimi mesi per dare supporto agli operatori economici. Esprimiamo soddisfazione per i provvedimenti del decreto Cura Italia e successive modifiche, per la sospensione delle rate dei prestiti e le procedure di accesso ai fondi di garanzia PMI. Persistono invece perplessità sul sistema di ammortizzatori sociali ed il blocco dei licenziamenti. Inoltre, ci attendevamo provvedimenti che garantissero le Imprese verso l’incremento dei costi aziendali per l’emergenza sanitaria e la diminuzione della produttività. Purtroppo non possiamo negare che, per lavorare in sicurezza con questa pandemia, si debbano sostenere costi maggiori, sia in termini di trasporto che in termini di produttività, infatti non si produce allo stesso modo. Un approfondimento a parte merita la normativa sui lavori pubblici , la quale è stata smembrata da una serie di norme tra cui il decreto Sblocca cantieri, il Decreto Semplificazioni, il Decreto Milleproroghe ed infine il Decreto Semplificazioni con cui è stata introdotta una deregulation che non consente né alle stazioni appaltanti né agli operatori economici di conoscere esattamente la disciplina da applicare. E già si parla di Decreto Semplificazioni bis senza che l’attuale provvedimento abbia dispiegato i propri effetti. Dalla Legge Merloni del 1994 sono stati attuati ulteriori 550 provvedimenti normativi riferiti ai lavori pubblici. Questo è un dato che fa veramente riflettere. Comunque nonostante le oggettive difficoltà noi siamo ottimisti: L’industria delle costruzioni è tornata al centro dell’agenda del Governo. Per il nostro settore il 2021 potrebbe segnare un cambio di rotta molto importante, qualora si riuscissero a concretizzare e a cogliere pienamente alcune importanti opportunità presenti sul mercato. Il nostro è un settore trainante dell’economia, e può svolgere un ruolo davvero importante soprattutto in questo momento, specialmente per quanto riguarda il Superbonus 110%, il quale in questi ultimi mesi ha diffuso grande entusiasmo. Ben il 40% delle Imprese, infatti, dichiara di avere già nel portafoglio ordini per interventi di Superbonus grazie ai quali si prevede, per il prossimo anno, un incremento di fatturato di circa il 10%. L’effetto sulla produzione del 2021 si annuncia importante, anche con la speranza dell’estensione del beneficio fiscale al 2023, come proposto da ANCE nazionale al Governo nell’ambito dei progetti per il Recovery Plan. Si tratta di uno strumento straordinario che andrà sfruttato al meglio nel periodo di operatività, ferme restando le complessità che ne caratterizzano il funzionamento. Qui andrà monitorato l’andamento dei prezzi dei materiali legati alle ristrutturazioni, rispetto ai quali si rilevano già oggi forti oscillazioni in rialzo. Auspichiamo che, anche attraverso modelli e percentuali diverse da quelle attuali, nel futuro si possa rendere strutturale questo incentivo. Questo sarà fondamentale per concentrarsi sugli interventi antisismici, che a fronte della ristrettezza dei tempi, stanno passando erroneamente in secondo piano rispetto agli interventi di miglioramento energetico più facili da realizzare. Relativamente alla Legge di Bilancio 2021 è evidente che essa è (ovviamente) concentrata sulle necessarie misure di sostegno alle famiglie e ai settori produttivi colpiti dalla crisi, senza però delineare un progetto di sviluppo per il Paese e rimandando ai prossimi anni l’impegno maggiore sul fronte degli investimenti pubblici. Per l’anno in corso il contributo della manovra alla realizzazione di nuove infrastrutture è piuttosto limitato (pari a solo il 2% dei 31 miliardi di impieghi previsti). Va anche detto che la Legge di Bilancio 2021, a differenza degli anni precedenti, ha provveduto a ripartire tra i capitoli di bilancio dei singoli ministeri il maxi fondo per gli investimenti, superando così i tempi lunghissimi (in media 300 giorni) che hanno sempre caratterizzato l’iter di ripartizione dei maxi fondi per gli investimenti, previsti ogni anno a partire dal 2017.”

Per quanto riguarda invece il piano Next Generation EU, aggiunge il Presidente “La Legge di Bilancio, unita alla programmazione finanziaria di Next Generation EU, mette in moto, in termini di stanziamenti, per i prossimi quindici anni, un ammontare di risorse per investimenti e infrastrutture senza precedenti: quasi 400 miliardi di euro che, secondo le stime dell’Ance, per circa 175 miliardi, riguarderanno investimenti di diretto interesse per il settore delle costruzioni. Il 51% delle misure previste dagli strumenti europei riguarda interventi di diretto interesse per il settore delle costruzioni (messa in sicurezza del patrimonio pubblico e privato, rischio idrogeologico, infrastrutture per la mobilità, infrastrutture sociali, città ecc.). L’impatto di tale programma dipenderà però dalla capacità di mettere in atto misure realmente in grado di accelerare la spesa delle risorse disponibili. Ci sono, inoltre, opere infrastrutturali molto importanti per il Lazio per cui sono stati nominati dei Commissari straordinari, tra cui vi è anche l’asse Cisterna-Valmontone. Che può costituire una grande opportunità per il nostro territorio. Sulla base di tali evidenze, l’Ance prevede per l’anno in corso un rimbalzo dell’8,6% degli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dal comparto del recupero abitativo e da una graduale ripresa dell’attività sia nel comparto non residenziale privato sia in quello pubblico. Questo genererebbe un effetto totale sull’economia di circa 36 miliardi di euro, ovvero circa 2 punti percentuali del Pil. A ciò si aggiungano anche gli importanti effetti sull’occupazione, un incremento di circa 110 mila posti di lavoro nelle costruzioni. Considerando anche i settori collegati ad esso, l’aumento raggiungerebbe quasi le 166 mila unità. Dobbiamo sburocratizzare questo Paese, in Italia ci sono almeno 2 miliardi di opere bloccate, che si è tentato inutilmente di avviare con il Decreto Semplificazioni. La norma infatti prevedeva l’obbligo di aggiudicare entro la fine dell’anno scorso tutte le procedure di gara di opere pubbliche per le quali le offerte erano state presentate alla data del 22 febbraio scorso, data di inizio della pandemia, indicazione che è rimasta in larga parte, purtroppo, disattesa.”

Vediamo quali sono le iniziative e le proposte dell’Ance, a detta del Presidente: “per ANCE sono 5 le priorità evidenziate in audizione al Senato lo scorso 9 marzo 2021: Punto primo, puntare sulla manutenzione e semplificare le procedure per fare ripartire i cantieri; in secondo luogo una procedura autorizzativa semplificata e una pubblica amministrazione rafforzata; terzo punto, svoltare finalmente verso un modello di rigenerazione urbana sostenibile; prorogare e semplificare il Superbonus 110%; ed infine un’attenzione specifica ad una politica industriale per il settore delle costruzioni.

Infine, aggiunge il Presidente Massaro “Come ANCE FROSINONE abbiamo messo in campo attività a supporto delle Imprese con servizi e convenzioni dirette con i principali gruppi di consulenza in materia fiscale tributaria come Ernst Young, Deloitte, PriceWaterhouse Cooper. Sono inoltre attive convenzioni con i vari gruppi bancari per attività di Superbonus, tra cui: Intesa San Polo; Unicredit; Credit Agricole; Monte dei Paschi di Siena; Italiana Assicurazioni; Poste Italiane etc. I nostri uffici stanno svolgendo una funzione di sportello informativo a livello territoriale, anche grazie all’elevato livello di specializzazione che abbiamo sviluppato. Abbiamo stipulato una convenzione con ANACI Frosinone, l’Associazione degli amministratori di condominio della Provincia di Frosinone, al fine di favorire una migliore conoscenza degli incentivi dedicati alle ristrutturazioni e quindi facilitare l’avvio dei relativi interventi edilizi. Sul tema degli investimenti pubblici, e Next Generation EU stiamo avviando un nuovo percorso di incontri con gli amministratori locali. Appello agli amministratori locali in vista della ripartizione di quasi 2 miliardi per la messa in sicurezza del territorio disposta con il decreto del 23 febbraio 2021, per investimenti relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Infatti nella Provincia risultano presentati 82 progetti per 54.634.298 milioni di euro. In merito all’attuazione di tali interventi, la procedura prevede che l’ente beneficiario del contributo affidi i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro termini precisi. Richiamo l’importanza del nostro sistema bilaterale, sul piano della Formazione, della Sicurezza con ESEF – CPT e del sostegno a lavoratori e Imprese che tanto stanno facendo in questo momento di pandemia. Infine, vorrei evidenziare che il nostro sistema bilaterale con la scuola edile e la Cassa Edile, può offrire un valido contributo per immunizzare il personale del nostro settore, con l’auspicio di poter contare sulla collaborazione delle Organizzazioni sindacali per portare avanti questa proposta progettuale dedicata al nostro territorio.”

In sostanza bisogna “fare in fretta”, è questo l’appello del Presidente della Provincia, “altrimenti non potremmo usufruire di queste erogazioni pubbliche, viste le scadenze, per questo abbiamo richiesto un tavolo tecnico permanente, per cercare di dare un contribuito, consigliando quelli che sono gli interventi primari da attuare nella nostra Provincia, visto che questi investimenti riguardano per la gran parte il settore delle costruzioni. Non possiamo permetterci, ad oggi, vista la pandemia, di non fare niente, dobbiamo dimostrare che sappiamo riprenderci, e che abbiamo delle eccellenze sotto ogni punto di vista. L’Italia ad oggi è di fronte ad un bivio: o risolviamo o affondiamo, visti i debiti. Abbiamo la lista dei progetti per ciascun comune, con l’auspicio che si attivino in fretta, o comunque che si proroghino le scadenze.”

articolo a cura di Chiara Tarquini