L’otto marzo è la data scelta come data internazionale per festeggiare la donna. Doni vari vengono dati alle donne di tutte le età.

Ma in simbolo di cosa? Bisogna capire il perché ogni anno si decide di festeggiare questa ricorrenza. La risposta apparente, che ci si dice, è quella del festeggiare per onorare tutte le donne.

Avere una festa tutta per loro, però, non cambia la qualità materiale della loro vita. Scegliere di festeggiare ogni anno, significa scegliere di evidenziare ancora una volta la differenza tra una donna ed un uomo.

Le donne non hanno bisogno di un ideale che le faccia sentire apparentemente importanti, bensì hanno bisogno che questo ideale diventi reale all’interno della vita, in ogni suo aspetto.

La risposta inconscia, all’interno di ognuno, è: “non so il perché, ma è così e allora lo faccio”. Questo aspetto, invece, mette in luce la conformità di un pensiero generale, nato da un ‘sentito dire’.

Quando non ci si chiede il “perché” delle cose, si rischia di comportarsi e di agire senza neppure avere il controllo sulle proprie scelte.

Magari avete scelto se comprare dei cioccolatini anziché unaa mimosa, ma non state scegliendo se questa ricorrenza sia appropriata o meno, se sia utile o no.

Avete scelto di non pensare con la vostra testa e di stare dunque appresso ad una delle tante convenzioni che ci incatenano.

E tu donna che ricevi questi doni, quando smetterai di sorridere e ringraziare?

Quasi come quel regalo ti fosse dovuto, quasi come te l’aspettassi, quasi come ti servisse.

Ad esserti “dovuta” è l’uguaglianza, devi aspettarti il rispetto e a servirti è il reale cambiamento del tuo ruolo all’interno della società e il cambiamento del modo nel quale vieni vista all’interno di essa.

Sii felice di un dono inaspettato e che ti venga regalato senza un “perché” e non poiché una ricorrenza, ti faccia pensare che sia giusto.

Rispetto. Rispetto alle donne che osano, alle donne che disubbidiscono, alle donne che lottano, alle donne non conformi ai canoni, alle donne indipendenti, alle donne solidali tra loro, alle Donne.

articolo a cura di Diletta Turrini