il centro storico di Anagni, a sinistra l'area di Piscina

La delibera della Giunta comunale che il 16 febbraio ha approvato il Piano triennale per le Opere Pubbliche non ha riproposto la realizzazione di un parcheggio a due piani nell’area archeologica di Piscina.

Il progetto presentato due anni fa sollevò un contrasto molto forte tra i cittadini, molti dei quali, anche tra quelli sempre attratti dall’idea di avere qualche posto macchina in più, compresero che la sua realizzazione avrebbe cancellato ogni possibile ricordo del “giardino di Piscina” nella “memoria della città “, precludendo l’effettivo recupero dell’area archeologica degli Arcazzi.

Si costituì un nutrito movimento di opposizione da parte di Associazioni e Comitati cittadini decisi ad opporsi alla realizzazione del Progetto, valutandone i minimi benefici (15/20 posti macchina), i costi esosi (€ 2010.676,20 ) ma, soprattutto, i danni che sarebbero stati inferti ad un luogo che appartiene alla storia degli abitanti di Anagni da oltre un secolo, per la centralità della sua collocazione nel tessuto urbano cittadino, privo ancora oggi di altre aree verdi.

Ma il “Giardino di Piscina” ricco di alberi ma ridotto, nella parte inferiore, ad una malconcia, sporca, area di parcheggio incustodito e molto scomodo per gli accessi è all’ interno di una zona di importantissima rilevanza archeologica per la parte conosciuta – gli Arcazzi – ma certamente ancora più importante per quella che resta da scoprire e studiare, per la conoscenza della storia dello sviluppo urbanistico di Anagni, a partire da secoli molto lontani.

Con la realizzazione del Progetto, tutto ciò sarebbe stato difficile, se non impossibile, da ricostruire.

E’ dunque valsa la pena di battersi per impedire che ciò accadesse e il risultato conseguito è stato sicuramente dovuto alla spinta che l’indignazione suscitata e raccolta dalle Associazioni venisse incanalata verso la richiesta degli interventi di tutela della Soprintendenza e degli altri Enti pubblici preposti alla salvaguardia dei Beni Comuni di ordine paesaggistico e storico-archeologico.

Alla soddisfazione per il risultato, vorremmo aggiungere una considerazione che va oltre, perché questa vittoria non è soltanto dei cittadini ma potrebbe diventare un buon risultato anche per gli Amministratori come occasione per avviare, se lo vorranno, un confronto leale e proficuo con i cittadini, quando si programmano interventi che riguardano i Beni Comuni: la città e il suo straordinario patrimonio di Arte e Cultura.

Ci siamo battuti per impedire la realizzazione di questo Progetto come se fosse per ognuno di noi la testimonianza di quella “Cura” della città che si definisce“ decoro”, vale a dire ciò che si conviene sia giusto fare, ciò che è ordinato e sta nel posto dove è sorto.

Il decoro si oppone al degrado, e che si tratti di vestigia archeologiche, di strade o piazze, palazzi o monumenti della città essi meritano la massima cura, perché non preoccupano soltanto gli errori commessi, sempre rimediabili, ma soprattutto quelli che si possono ancora commettere.

nota a firma della prof.ssa Anna Natalia e sottoscritta dalle seguenti associazioni e comitati: Anagni Viva- Associazione Culturale Quartiere Cerere – Das: Diritto alla salute – Associazione Culturale Anagni cambia Anagni- Associazione Anagni CittàInArte – Associazione Culturale Agorà- Acta est Fabula – Circolo Legambiente Anagni- Sconfinatamente ODV- Associazione La Via degli Orti – Associazione Terra Dolce