Nell’ambito dell’attività di polizia economico-finanziaria a contrasto delle truffe in danno di privati cittadini, disposta dal Comando Provinciale G. di F. di Frosinone, le Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino hanno deferito all’Autorità Giudiziaria una fattucchiera residente nel sud della provincia.

Le investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino – dott.ssa Valentina Maisto – hanno preso il via dalla denuncia di un operaio, residente nella provincia, frodato per circa € 8.000 dalla finta indovina, alla quale si era rivolto nel vano tentativo di risolvere problemi legati alla sfera sentimentale.

I Finanzieri della città martire, nel corso delle attività svolte, hanno individuato ulteriori casi, tutti connotati dallo stesso modus operandi, in particolare: la sedicente maga (P.A., una trentenne di Pontecorvo) dapprima studiava i profili social delle vittime e successivamente, una volta acquisiti i dettagli della vita privata, ne carpiva la fiducia.

In tale contesto, approfittando del momento di sofferenza dovuto a vicissitudini personali, la stessa si faceva consegnare dalle vittime delle somme di denaro attraverso ricariche su carte di credito prepagate, intestate anche a terze persone (al fine di evitare la tracciabilità dei pagamenti), in cambio di ingannevoli rituali di purificazione da fatture e malocchio.

L’esame delle transazioni finanziarie, a cura dei Finanzieri, ha consentito di individuare diverse persone raggirate che, in gran parte dei casi, avevano versato somme ingenti per riconquistare l’amato/a ovvero risolvere delicati problemi di salute.

Le testimonianze raccolte raccontano storie di fragilità e debolezza delle quali persone senza scrupoli sono pronte ad approfittarsi, come nel caso di una ragazza che aveva bisogno di sbloccare la sua situazione sentimentale e che, nonostante le rassicurazioni sella sedicente maga, non otteneva risultati.

Ad un certo punto i malcapitati, non riuscendo più a soddisfare le incessanti richieste di denaro da parte della sedicente maga, ricorrevano anche ad amici e parenti – ignari del reale motivo del prestito – fino a quando anche questi ultimi si rifiutavano di concedere ulteriore credito.

La spregiudicatezza della fattucchiera indagata non si fermava nemmeno di fronte agli accorati appelli delle vittime che, spesso in lacrime, dopo aver versato cifre anche superiori a € 10.000, affermavano chiaramente di non avere più risorse.

Il triste epilogo giungeva quando i clienti decidevano di interrompere i pagamenti, nel qual caso l’indagata ricorreva a vere e proprie intimidazioni, con minaccia di malefici e negatività quali il malocchio, ovvero la prospettazione di problemi di salute e finanche i riti Voodo per la morte.

L’indagine condotta dalle Fiamme Gialle cassinate accende i riflettori su un fenomeno ancora molto diffuso e spesso sottovalutato perché le stesse vittime, soprattutto in alcune realtà territoriali, preferiscono tacere il raggiro subìto piuttosto che rivelare la loro ingenuità e credulità, arrivando persino a negare l’evidenza agli inquirenti.

Tale fenomeno costituisce un’odiosa pratica criminale che consente, peraltro, di ottenere ingenti guadagni attraverso lo sfruttamento dello stato di sofferenza psicologica delle persone più vulnerabili.
A tal riguardo, la Guardia di Finanza è sempre in prima linea, vicino a chi ha bisogno per fornire il proprio aiuto nelle situazioni critiche nelle quali è chiamata ad intervenire