un momento della conferenza stampa che si è tenuta in streaming a partire dalle 19.00 di questa sera

Una conferenza stampa congiunta dei due primi cittadini dei Comuni coinvolti nel provvedimento della Regione Lazio per fare il punto della situazione e per informare gli organi di informazione locali sulle iniziative che si intendono intraprendere nelle prossime due settimane; questa sera – rigorosamente in modalità streaming – Pierluigi Sanna e Stefano Cacciotti, rispettivamente sindaco di Colleferro e sindaco di Carpineto Romano, hanno illustrato, nei dettagli, il senso dell’ordinanza firmata nel pomeriggio di oggi dal presidente della giunta regionale del Lazio Nicola Zingaretti, partendo da un dato di fatto di non poco conto: di tutte le persone risultate contagiate dalla Covid19 in ognuno dei due Comuni, nessuna – fortunatamente – presenta sintomi gravi; poche, invece, quelle che presentano lievi sintomi.

A preoccupare, oltre all’aumento importante del numero dei contagi in pochi giorni, anche la diffusione della variante inglese della Covid-19 che, dai numeri forniti dalla Regione Lazio, potrebbe aggirarsi attorno alle 40 unità, nei due Comuni. “Stiamo monitorando la situazione, anche attraverso l’attivazione dei rispettivi centri operativi comunali – hanno detto Stefano Cacciotti e Pierluigi Sanna – è auspicabile, intanto, un comportamento responsabile da parte di tutti”.

“Come prima cosa – hanno affermato i due sindaci – ci è stato comunicato un rafforzamento delle forze di polizia sul territorio; l’Istituzione che per prima si è attivata – infatti – è stata proprio la Questura di Roma, a cui va il nostro ringraziamento. Un grazie sentito anche alle altre forze di polizia, quali la Polizia Locale e i Carabinieri che continuano a fare il loro lavoro con abnegazione e spirito di servizio”.

Il punto di scontro è quello emerso già in precedenza: dal momento che la variante inglese ha dimostrato di poter colpire anche i più piccoli. Da qui l’indicazione di un attento monitoraggio nelle prossime settimane per intervenire in maniera più incisiva, laddove fosse necessario.

Smentita da entrambi i sindaci la notizia di una imminente e contestuale chiusura della stazione ferroviaria di Colleferro, con conseguente soppressione della relativa fermata: “si tratta indubbiamente di una bufala”, hanno affermato all’unisono i due primi cittadini.

Le parole del sindaco di Carpineto Romano Stefano Cacciotti

“È stata una giornata campale, iniziata promuovendo le eccellenze del nostro territorio in televisione e terminata con l’ordinanza del Presidente Zingaretti che ha dichiarato Carpineto zona rossa. Nella riunione, terminata poco fa, con il Sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, abbiamo convenuto sull’opportunità di chiudere le scuole dei nostri territori (contrariamente a quanto stabilito dall’ordinanza regionale) e chiesto al Direttore Generale della Asl Roma 5 di avallarla, cosa che ha fatto prontamente. Abbiamo chiesto altresì alla Prefettura un rafforzamento dei presidi delle forze dell’ordine nei prossimi giorni, e anche in questo caso abbiamo ricevuto immediato riscontro. È un momento drammatico per la nostra comunità e prima di ogni cosa voglio manifestare la mia vicinanza alle famiglie che stanno combattendo contro questo terribile virus: conosco la loro sofferenza ed è soprattutto per loro che lavoro e combatto ogni santo giorno.Sono dispiaciuto anche per tutte le attività commerciali che da questa inaspettata chiusura hanno subito un ulteriore duro colpo: per loro chiederemo alla Regione Lazio di prevedere degli adeguati ristori. In ogni caso la prossima settimana sarà cruciale: dobbiamo attendere pazientemente l’evoluzione della variante inglese del virus all’interno della nostra comunità e sperare che per le altre persone interessate venga scongiurata. La zona rossa finisce, la sofferenza che il Covid provoca alle persone invece lascia cicatrici profonde. La verità è che ci troviamo di fronte a una tragedia senza precedenti e noi sindaci siamo stati chiamati, nostro malgrado, ad amministrare nel momento più duro e a volte la prevenzione non basta per frenare l’avanzata del Covid. Nel frattempo vi invito ad avere fiducia nel lavoro delle Istituzioni che lavorano senza sosta e ad osservare scrupolosamente l’ordinanza di oggi. So bene che la nostra comunità è stata chiamata a un’altra grande prova di resistenza, ma vedrete che ne usciremo anche stavolta!”.

La variante inglese

La variante inglese è ormai diffusa nella maggior parte del territorio italiano, almeno nell’88% delle regioni secondo i risultati dell’indagine indagine svolta lo scorso 4-5 febbraio da Istituto Superiore di Sanità (Iss) e ministero della Salute. È una diffusione notevole dovuta alla maggiore facilità con cui si trasmette questa variante, indicata con la sigla B.1.1.7 e una delle tre che stanno circolando nel nostro Paese, accanto alla brasiliana e alla sudafricana.

“Nel contesto italiano, in cui la vaccinazione delle categorie di popolazione più fragile sta procedendo rapidamente ma non ha ancora raggiunto coperture sufficienti, la diffusione di varianti a maggiore trasmissibilità può avere un impatto rilevante se non vengono adottate misure di mitigazione adeguata“, sottolinea l’Istituto superiore di sanità nello studio di prevalenza della variante VOC 202012/01 (Regno Unito) in Italia.

Per “contenere e rallentare” la diffusione delle varianti del Covid, “in analogia con le strategie adottate negli altri paesi europei”, è necessaria una “rigorosa osservanza, rafforzamento e incremento delle misure di mitigazione del rischio sia in ambito nazionale che in specifici ambiti locali, evitando ulteriori misure di rilascio”, ha detto il Comitato Tecnico Scientifico.