Franco Fiorito

Lascia la strada spianata ad una soluzione condivisa tra le parti – cui si sono detti favorevoli sia le parti civili che la difesa – la decisione del giudice Giacomo Autizi di rinviare per la seconda volta in tre mesi (la precedente fu il 9 novembre) la discussione presso in corso presso il Tribunale di Viterbo in cui è direttamente protagonista anche Franco Fiorito; l’ex sindaco di Anagni ed ex consigliere provinciale e regionale è accusato di aver prodotto, ai tempi del consiglio regionale guidato da Renata Polverini, fatture “tarocche” che avrebbero dovuto servire a gettare fango su Francesco Battistoni, anch’egli consigliere regionale all’epoca dei fatti e, dal 2018, membro del Senato della Repubblica Italiana con Forza Italia.

Se le parti riusciranno a giungere ad un punto di convergenza entro il 18 marzo (questo il termine ultimo fissato dal giudice Giacomo Autizi), l’esponente politico viterbese e la segretaria Erica Antonelli, potrebbero ritirarsi dal processo e ritirare la denuncia.

Quasi nove anni dopo lo scandalo delle spese pazze in Regione che a settembre del 2012 coinvolse l’ex primo cittadino di Anagni, ora la vicenda potrebbe concludersi con un nulla di fatto, o quasi, non essendo stati chiariti dalle parti i termini delle presunte trattative in corso, che potrebbero abbracciare altri aspetti oltre a quello squisitamente economico.

Franco Fiorito, lo ricordiamo, è accusato di calunnia e diffamazione in concorso con un giornalista viterbese, quest’ultimo difeso dall’avv. Franco Taurchini. I fatti risalgono appunto al 2012, quando – secondo l’accusa – l’anagnino avrebbe messo messo consegnato a diversi giornalisti della stampa capitolina fatture con importi gonfiati per screditare l’operato politico dell’attuale senatore di Forza Italia; questi, riscontrando fin dall’inizio diverse irregolarità nei conti del gruppo politico, diede incarico a due revisori di controllare le carte della gestione Fiorito per poi denunciarlo alle autorità competenti una volta appurati ammanchi ingiustificati. Fatto per cui Fiorito è stato in seguito condannato in via definitiva a due anni e 11 mesi.