Le montagne ciociare salutano con un’iniezione di entusiasmo la ripartenza dello sci dopo quasi un anno di restrizioni e smart-working che ha penalizzato in modo molto pesante soprattutto l’economia legata al mondo che ruota intorno al grande circo bianco della neve.

la neve a Campo Staffi, in questa foto scattata questa mattina per anagnia.com da Mauro Venditti del Rifugio Viperella

Tra i primi a partire, il Comune di Filettino, con determina dirigenziale n.17 dell’Area Gestione del Territorio, ha provveduto ad affidare la gestione temporanea in concessione degli impianti scioviari della stazione di Campo Staffi per il periodo compreso tra il 15 febbraio e il 30 aprile 2021.

Ad aggiudicarsi la concessione, la ditta Riccardo Due che si è già occupata della gestione due anni fa e che ora gestirà Campo Ceraso, la Cima Anticotento, il tapis-roulant, i bagni comunali; ad occuparsi della pulizia del piazzale saranno invece i volontari della Protezione Civile.

Gli operatori e l’amministrazione comunale capitanata dal sindaco Gianni Taurisano sono al lavoro già da giorno per studiare un modo efficace per gestire tutta la grande massa di escursionisti, ciaspolatori e semplici camminatori che, negli ultimi weekend, hanno fatto registrare il pienone.

il mezzo Fresia concesso in comodato d’uso al Comune di Filettino dalla Provincia di Frosinone per gestire eventuali emergenze dovute alle abbondanti nevicate

Intanto, proprio pochi giorni fa – a seguito degli accordi stipulati con l’ente provinciale – ha fatto il suo ingresso in paese Fresia, spazzaneve efficientissimo con due motori da 500 cavalli, concesso in comodato d’uso: servirà a gestire le emergenze come quelle che il Comune di Filettino – e altri viciniori – hanno dovuto affrontare a causa delle copiose nevicate.

Tutto pronto anche a Campocatino dove, per quanto tardi, gli operatori tutti si dicono “fiduciosi”: qui, gli impianti sono stati organizzati per accogliere tutti in sicurezza, senza assembramenti e con il previsto distanziamento. “Un primo fondamentale segnale di ritorno alla normalità, indispensabile per territori che più di altri hanno sofferto a causa dei provvedimenti di chiusura – spiegano gli operatori – la montagna è “sicura” per natura, perché tutto avviene all’aria aperta, in un ambiente sano e non inquinato“.

Di certo quello della montagna è stato uno dei settori che hanno pagato il prezzo più alto a causa della pandemia, spesso non adeguatamente ripagato dai finanziamenti regionali finalizzati a sostenere le attività dell’intero comparto della neve. Oggi, quello che tutti si augurano, dai commercianti agli operatori del settore, è che si torni il più in fretta possibile a una normalità che manca oramai da un anno.