Domenica 14 febbraio 2021 si celebra la Giornata per il Seminario e la Giornata mondiale del malato. Quest’ultima troverà spazio soprattutto nella Messa presieduta dal Vescovo Lorenzo Loppa nella parrocchia “Regina Pacis” di Fiuggi, alle ore 17.30 (a cura dell’Unitalsi).

Sulle due Giornate, ecco il pensiero del vescovo Loppa:

<Si tratta di due ricorrenze che chiederanno al nostro cuore di fare spazio alle persone malate, che sono aumentate di molto a causa della pandemia da Covid-19, e ai nostri seminaristi che sono al Leoniano e stanno preparandosi ad essere in mezzo al popolo di Dio dei pastori secondo il cuore di Gesù.

La Giornata per il Seminario e per i nostri seminaristi (Antonello Pacella, Lorenzo Ambrosi e Lorenzo Sabellico) domanda attenzione, sensibilità, amicizia e affetto verso coloro che saranno strumenti particolari di Cristo Servo e Pastore del popolo di Dio. All’attenzione occorre aggiungere la preghiera perché siano uomini di preghiera, di lavoro disinteressato e di amore. E la preghiera occorre che diventi concreta generosità per le loro necessità di vita, di formazione di crescita …

I malati, come possiamo leggere nei Vangeli, sono stati tra gli amici privilegiati di Gesù e ad essi il Signore ha dedicato attenzione, tempo, compassione e solidarietà vissuta: “E là dove giungeva (Gesù), in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati” (Mc 6,56). La Chiesa, nei duemila anni della sua storia, ha sempre cercato – con persone, istituzioni e varie intuizioni delle carità – di dare seguito alla diaconia della cura di Gesù verso le persone malate nel corpo e nello spirito. Il tema della Giornata, che quest’anno è la 29^, è “La relazione di fiducia alla base della cura dei malati”. Fermarsi, ascoltare, stabilire una relazione diretta e personale con l’altro, farsi coinvolgere con empatia nella sua sofferenza è importante sempre, ma soprattutto con le persone malate nel corpo e nello spirito. La terapia per riconquistare la salute è fatta di farmaci e di arti mediche, ma, prima di tutto, di sguardi, di attenzioni, di stima, di disponibilità, di rispetto, di valorizzazione della dignità di ognuno, di cura nel senso più pieno del termine. Il Cristianesimo annuncia il Vangelo di una sofferenza che salva, che non è materiale di scarto, ma può diventare moneta sonante per la crescita di chi deve ritrovare la salute e di chi l’accompagna.

per questa nota si ringrazia Igor Traboni, addetto stampa della Diocesi di Anagni/Alatri