un momento della conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sala gialla del palazzo comunale di Anagni

Davanti ai rappresentanti della stampa locale sono stati presentati ieri – martedì 9 febbraio – alla sala gialla del palazzo comunale di Anagni i risultati dello studio sul Covid-19 portato avanti dall’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente con il sostegno del Comune di Anagni e con quello di BancAnagni che ha finanziato l’acquisto di un apparecchio per l’acquisizione di ecografie polmonari.

A fare da padrone di casa, il sindaco avv. Daniele Natalia; seduti al suo fianco, il dott. Antonio Necci, medico e consigliere comunale, e i dottori Giovambattista Martino e Teresa Petricca, dell’associazione Medici per di famiglia per l’Ambiente di Frosinone e provincia.

Alla conferenza ha preso parte anche Valeriano Tasca, consigliere comunale di minoranza che nelle scorse settimane ha firmato e depositato una interrogazione per chiedere conto degli importi e delle modalità di spesa dei fondi comunali – circa 5000 euro – che saranno messi a disposizione dell’associazione per l’attuazione del progetto.

Nel corso della conferenza è stato illustrato il progetto, tra i primi e tra i pochi in Italia, studiato nei tempi previsti secondo i dettami più aggiornati della British Toracic Society che da diversi decenni si occupa di miglioriamo gli standard di cura per le persone con malattie respiratorie supportando coloro che forniscono tale assistenza. Un monitoraggio accurato e continuativo dell’aria e delle concentrazioni delle PM, quello reso attivo ad Anagni per interessamento dello stesso dott. Antonio Necci il quale – nel suo intervento – ha spiegato l’importanza e la necessità della rilevazione dei picchi di PM durante l’arco delle 24 ore della giornata, “perché pericolosi e strettamente correlati ad eventi patologici acuti”.

da sinistra: Antonio Necci, Daniele Natalia, Teresa Petricca e Giovambattista Martino

I medici Teresa Petricca e Giovambattista Martino hanno poi illustrato quanto realizzato finora grazie a questo sistema di centraline “estremamente accurato, raffinato ed all’avanguardia nella valutazione del fenomeno dell’inquinamento atmosferico da particolato, fondamentale per lo studio delle correlazioni con le malattie, ma soprattutto utile per modulare i comportamenti quotidiani conoscendo in immediato la reale condizione dell’aria”.

Il progetto è stato inoltre utile per capire qual è stato il rapporto tra la presenza di polveri sottili e la diffusione della Sars-Cov2, come riportato nel documento consegnato alla stampa durante la conferenza e qui pubblicato in formato .pdf.

Tali centraline, si è detto ancora in conferenza, consentono un accurato controllo in tempo reale dell’aria poiché misurano in maniera continuativa e momento per momento le concentrazioni di PM10, stabiliscono i tempi di esposizione, le variazioni circadiane e il realizzarsi dei picchi.

Lo studio dell’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e provincia ha riguardato, tra l’altro, anche l’osservazione del rapporto tra inquinamento e diffusione della pandemia nel territorio della provincia di Frosinone. Tale studio osservazionale ha consentito di seguire in maniera diretta e continuativa l’evolversi della malattia in 22 pazienti anagnini risultati affetti dalla Covid19 durante la prima ondata pandemica. “Il follow-up respiratorio, realizzato dall’associazione con la partecipazione dell’amministrazione comunale e di BancAnagni – è scritto nella nota qui pubblicata integralmente in formato .pdf – ha previsto e prevede a tutt’oggi la valutazione a medio e lungo termine delle sequele della malattia Covid19, secondaria all’infezione da Sars-Cov2″.

La nota stampa del Comune di Anagni

Di seguito, la nota stampa integrale inviata a questa redazione dall’ufficio Comunicazione del Comune di Anagni:

Anagni è una città pioniera nelle ricerche sul Covid-19 e la correlazione tra malattie ed inquinamento. Questo è in sintesi quanto emerso dalla conferenza stampa tenutasi presso il Palazzo comunale alla presenza del sindaco Daniele Natalia e dei membri dell’Associazione “Medici per l’Ambiente” Antonio Necci, Teresa Petricca e Giovanni Martino nella quale sono stati presentati i risultati della ricerca sul Covid-19 effettuata dai medici dell’associazione con il sostegno del Comune di Anagni.

Il primo cittadino Daniele Natalia ha dichiarato: «Grazie alla collaborazione tra Amministrazione Comunale e “Medici per l’Ambiente” abbiamo iniziato a studiare il legame tra inquinamento atmosferico e patologie, in particolare quelle cardiovascolari e respiratorie. Abbiamo installato ben 15 centraline ANCLER sul territorio comunale in grado di monitorare i valori delle PM2,5 – le polveri sottili più pericolose – h24, ad integrazione delle PM10 monitorate dalle centraline ARPA. La sintesi dei dati raccolti ci ha fornito un quadro piuttosto chiaro della situazione. L’arrivo della pandemia Covid ha poi spinto l’Associazione “Medici per l’Ambiente” ad iniziare lo studio sui pazienti colpiti dal coronavirus ad Anagni ed i loro parenti più stretti per valutare gli effetti della malattia e scoprire l’eventuale correlazione tra la diffusione del Covid e l’inquinamento. Questo è stato il primo esperimento di questo tipo in Italia. L’Amministrazione Comunale ha da subito appoggiato il progetto in quanto abbiamo sempre ritenuto fondamentale avere a disposizione dati scientifici sul legame tra inquinamento e patologie per sviluppare una appropriata politica ambientale». 

Il sindaco Natalia ha poi voluto aprire una parentesi proprio sulla politica ambientale, quella dell'”ambientalismo consapevole” come è stata definita, seguita dall’Amministrazione: «Siamo ben disposti a valutare qualsiasi proposta, studio o investimento sull’ambiente che ci venga proposto, convinti del fatto che le importanti questioni ad esso collegate possano essere affrontate in due modi: o da “nimby” e quindi vietando qualunque cosa sul proprio territorio o favorendo gli investimenti purché ci sia la garanzia di non andare ad impattare negativamente sul territorio. È stata proprio l’installazione delle centraline ANCLER a rendermi consapevole della prospettiva sbagliata con la quale ci siamo sempre approcciati al problema ambientale in quanto da una analisi dei dati si è scoperto che ad inquinare non sono tanto le industrie – che ormai hanno i mezzi per controllare e depurare le scorie delle proprie produzioni – quanto le automobili e le caldaie di vecchio tipo. Dunque non basta sparare a zero su imprenditori ed investitori per essere ambientalisti ma occorre, con dati alla mano, come abbiamo fatto noi, capire di cosa si stia parlando. Ecco la bontà del progetto, sta proprio nel fornire strumenti ai decisori politici per ben amministrare e dare un valido indirizzo politico al territorio».