“Il modo migliore per lasciare in vita quanti hanno subito lo strazio della Shoah – aveva dichiarato il primo cittadino nel commemorare le vittime dell’Olocausto – è quello di considerare la follia dell’eccidio, sempre presente, alla stregua di una possibilità nascosta dietro l’angolo. Noi, anche oggi, abbiamo il dovere di custodire il ricordo di quanto accaduto, per impedire all’orrore di ripetersi e per ristabilire il primato di valori come la pace, la coesione sociale, la solidarietà e, soprattutto, della cultura dell’ascolto dell’altro, in special modo quando non condividiamo il suo pensiero”

Luigi Diamanti, dell’associazione, con sede a Milano, Amici di Israele (che fa parte della Federazione, di respiro europeo, Italia-Israele), prima del verificarsi dell’emergenza sanitaria, si è occupato di realizzare diverse iniziative all’interno delle scuole di tutta Italia, con i testimoni della Shoah come Sami Modiano.

“I giovani hanno sempre mostrato grande curiosità verso questo tema – ha spiegato Luigi – Sono del parere, però, che sia necessario parlarne di più e proprio nelle scuole. Per rispettare il programma delle materie storiche, spesso gli insegnanti non riescono a trattare, in classe, l’immane tragedia della seconda guerra mondiale e dell’Olocausto. Quanto accaduto agli ebrei – la persecuzione, lo sterminio – è stato pianificato attentamente, con l’obiettivo di distruggere un intero popolo. Si pensi alla spregevole consuetudine, nei campi di concentramento, di tatuare un numero sul braccio sinistro del deportato: ciò non era frutto del caso, ma derivava dalla precisa intenzione di annullare l’identità stessa dell’essere umano, privandolo del proprio nome”

La preside Gnagni ha sottolineato come l’istituto, aderendo a una iniziativa nazionale, abbia invitato gli studenti a partecipare agli incontri tematici e alle esposizioni virtuali presenti sul sito istituzionale dell’Indire in occasione della settimana della memoria, invitando inoltre i ragazzi a “dedicare tempo e spazio a riflessioni e/o iniziative da condividere come esercizi di memoria storica e di cittadinanza attiva e consapevole”.

Il sindaco ha infine posto l’accento sulla “possibilità di guardare il dramma della Shoah attraverso gli occhi di un bambino, come avviene in capolavori della cinematografia come ‘La vita è bella’ o ‘Il bambino con il pigiama a righe’. Attraverso lo sguardo dei più piccoli, infatti, si svela in modo forte e incontrovertibile, il pregiudizio che alberga negli adulti e tutto l’orrore di quella follia collettiva che ha colpito, meno di un secolo fa, il nostro Paese e l’Europa intera”.