lo stabilimento di Anagni

Oltre cinque milioni di euro per realizzare, nello stabilimento sito nel cuore dell’area industriale di Anagni, un impianto di estrusione per PET riciclato adatto agli alimenti (rPET), che sarà ottenuto da bottiglie in PET usate: un investimento importante quello di ALPLA Group, azienda internazionale specializzata in imballaggi in plastica e nel loro riciclaggio che nel 2015 aveva acquisito il produttore di preforme PET Plasco.

Ad Anagni il gruppo possiede uno dei suoi principali siti per la produzione di preforme. Lo stabilimento, che conta attualmente 91 dipendenti, lavora ogni anno circa 50.000 tonnellate di PET, finora soltanto in piccola parte riciclato. In futuro le cose cambieranno e una parte rilevante del fabbisogno verrà coperta con materiale post-consumer. In questo modo, i clienti potranno ordinare preforme con una percentuale di rPET fino al 100 percento.

Per realizzare il progetto, ALPLA sta installando nello stabilimento un nuovo impianto di estrusione con una capacità annua di 15.000 tonnellate di rPET. Per la costruzione dell’impianto stesso e dell’edificio necessario per ospitarlo il gruppo ha stanziato oltre cinque milioni di euro. La messa in esercizio è prevista per la seconda metà del 2021. Verranno creati dieci nuovi posto di lavoro.

Sfruttare le sinergie

«Acquisteremo da imprese di riciclaggio locali i flakes di PET ottenuti dagli imballaggi usati smaltiti dai consumatori, li trasformeremo in rigranulato di qualità adatta agli alimenti e impiegheremo questo materiale per le nostre preforme», spiega Fabio Mazzarella, Plant Manager di Anagni. La produzione del materiale riciclato direttamente nello stabilimento permetterà di sfruttare interessanti sinergie a livello logistico e di gestione magazzino, che probabilmente si rifletteranno anche sui consumi energetici.

Intensificare il riciclaggio

Georg Lässer

Georg Lässer, Head of Corporate Recycling di ALPLA, definisce l’investimento nello stabilimento laziale come una decisione strategica orientata al futuro. «Vogliamo intensificare il riciclaggio da bottiglia a bottiglia, evitando il downcycling. Inoltre, il nostro investimento stimola la nascita di soluzioni locali per il riciclaggio di bottiglie in una regione attualmente carente in questo tipo di infrastruttura», spiega Lässer. Attualmente, la domanda di materiale riciclato è contenuta. «In una prospettiva a lungo termine, però, questo progetto ci consentirà di sostenere i clienti in modo ottimale nell’attuazione di nuovi obiettivi e disposizioni e di offrire loro un materiale di riciclato della massima qualità.»