Nicola Zingaretti

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma- su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – ha disposto una proroga delle indagini relativamente alla vicenda che vedrebbe tra gli indagati anche Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio; Alessio D’Amato, assessore regionale alla Sanità; Andrea Tardiola, segretario della giunta della Regione Lazio; Renato Botti, all’epoca dei fatti responsabile della direzione della Salute della Regione Lazio e Vincenzo Panella, direttore generale del policlinico “Umberto I”.

L’inchiesta, avviata dopo un esposto presentato da Fratelli d’Italia nei mesi scorsi e coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, ruota attorno all’ipotesi del reato di abuso di ufficio.

Con l’esposto, FdI poneva l’accento su una anomalia nei bandi di assegnazione per le nomine ASL; nello specifico, nell’esposto, si faceva riferimento ad una precisa nomina per un posto dirigenziale in una ASL ricevuta da un candidato, che – a detta del partito guidato da Giorgia Meloni – non avrebbe avuto i requisiti per partecipare ma che, grazie a una successiva modifica del bando di accesso, ha potuto ottenere quel posto.

La nota di Fratelli d’Italia

“Il ragionamento del Movimento 5 Stelle sia simmetrico, se non si governa con Cesa perché indagato, allora il pensiero valga anche per Zingaretti, segretario del PD e presidente della Regione Lazio indagato per abuso d’ufficio. Fermo restando il nostro garantismo, per cui indagato non significa condannato, per coerenza i grillini dovrebbero sciogliere l’alleanza con il Pd e andare al voto, restituendo la voce agli italiani e dando finalmente alla Nazione un governo coeso e autorevole”, hanno scritto Federico Mollicone e Fabrizio Ghera, rispettivamente deputato eletto nella circoscrizione Lazio 1 e capogruppo di FDI in Regione Lazio.

La nota della Regione Lazio

La Regione Lazio ha diramato un comunicato stampa: “In merito all’indagine, aperta a seguito di un esposto del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Aurigemma, che riguarda il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, l’assessore alla sanità Alessio D’Amato e dei funzionari regionali sui requisiti di idoneità per le direzioni amministrative, l’amministrazione regionale, convinta di aver operato nel rispetto della normativa vigente, esprime massima fiducia nel lavoro della magistratura certa che chiarirà la vicenda in tutti i suoi aspetti”.