la sede della Compagnia dei Carabinieri di Anagni, in via G. Giminiani

Per quanto non ancora formalmente conclusa, l’indagine iniziata a settembre scorso e portata avanti dai Carabinieri della Compagnia di Anagni coordinata dal magg. Matteo Demartis in collaborazione con i colleghi del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Frosinone ha portato, finora, ad esiti inattesi ed eclatanti.

Due, infatti, sono gli agenti della Polizia di Stato in forza al Commissariato di Colleferro sottoposti a fermo dai militari ciociari nell’ambito degli accertamenti intrapresi a seguito dell’eccezionale operazione antidroga dello scorso 22 settembre che portò alla disarticolazione di un sodalizio dedito alla raffinazione e al confezionamento di sostanze stupefacenti nelle campagne di Sgurgola.

parte della droga sequestrata dai Carabinieri a settembre scorso nell’ambito dell’operazione che portò all’arresto di sette persone

Un vero e proprio vaso di Pandora, quello scoperchiato dai Carabinieri, nel quale risulta invischiato anche un terzo poliziotto, formalmente indagato nell’ambito degli stessi accadimenti.

Sulla indagine, coordinata dal magistrato dott. Vittorio Misiti, e sul tipo di imputazione che pende sui capi dei soggetti coinvolti nell’inchiesta vige – comunque – il più stretto riserbo da parte degli stessi inquirenti, per quanto sembrerebbe che le ordinanze emanate dalla Procura della Repubblica di Frosinone possano probabilmente essere scaturite da atteggiamenti omissivi da parte degli stessi poliziotti nel corso della conduzione di indagini relative allo stesso giro di droga.

Non è escluso che, già nelle prossime ore, la stessa Procura della Repubblica di Frosinone possa dare formale comunicazione agli organi di informazione, attraverso un comunicato o mediante la convocazione di una conferenza stampa ad hoc, di quanto effettivamente accaduto e circa le esatte motivazioni che hanno portato al fermo degli agenti colleferrini.