Il cerchio delle attività professionali coinvolte dalle misure di lock-down per il contenimento dell’emergenza sanitaria da Sars-Cov2 è molto ampio e coinvolge, anche nella province del Lazio, centinaia di imprese che danno lavoro ad altrettanti addetti. Tra le categorie professionali maggiormente colpite dalla crisi, più esposte al rischio di ricaduta occupazionale e che stanno subendo un maggiore impatto economico in seguito alle restrizioni imposte dal Governo, vi sono certamente quelle dei tatuatori e dei centri estetici.

“Una situazione paradossale perché la nostra è una delle categorie che da sempre, e nonostante l’emergenza Covid19, hanno sempre lavorato rispettando anche le più elementari norme igienico-sanitarie e, dunque, nella massima sicurezza, per evitare qualsiasi tipo di infezione”, spiegano Melania e Tiziano che – insieme – portano avanti, oggi non senza difficoltà, uno studio di tatuaggi ed onicotecnica ad Acuto.

I due, appassionati del proprio lavoro prima che professionisti, hanno pubblicato – nei giorni scorsi – un video per spiegare le proprie ragioni e in difesa non solo della propria attività commerciale ma, dicono, “dell’intera categoria professionale colpita dalle restrizioni“.

A creare non poche difficoltà agli operatori del settore, in ultimo, il DCPM di Natale che, fino al prossimo 15 gennaio impone la zona gialla dal lunedì al venerdì e quella arancione ogni sabato, che vieta – tra l’altro – gli spostamenti tra Comuni: “una persona di Anagni, per fare un esempio – spiegano Melania e Tiziano – non può venire ad Acuto a tatuarsi neanche se munita di autocertificazione, in quanto tale servizio non è considerato bene di prima necessità. Sono, dunque, i centri dei piccoli paesi ad essere maggiormente penalizzati in quanto non possono essere raggiunti dai clienti dei Comuni vicini“.

Una situazione, quella attuale, che non prevede miglioramenti neanche nel prossimo futuro, se si considera l’ipotesi di un nuovo e più stringente DCPM che potrebbe entrare in vigore dal prossimo 16 gennaio.

“Ci troviamo davvero in difficoltà – proseguono Tiziano e Melania – la nostra professione è stata messa in ginocchio dalle decisioni del Governo; il periodo compreso tra marzo e la fine dell’estate, peraltro, è quello di maggior lavoro per chi fa questo mestiere. Già lo scorso anno abbiamo dovuto patire gli effetti del primo lock-down; se anche quest’anno dovesse andare come un anno fa allora sarà meglio chiudere tutto e dedicarsi a qualcosa d’altro“.