Non ci stanno quelli del Partito Democratico di Anagni che, dicono, si vedono “costretti” a rispondere al comunicato dell’amministrazione che li ha “accusati di avvelenare il dibattito politico fuorviando i cittadini”.

Dati alla mano, in un comunicato inviato a questa redazione, il Partito Democratico torna a parlare di “spese folli” affrontate nel corso dell’anno appena passato dall’attuale amministrazione comunale guidata dal primo cittadino Daniele Natalia.

“Andando per ordine – si legge nel comunicato – per il festival denominato “Cultura Identità” che si è tenuto ad Anagni nel mese di agosto l’amministrazione dice di aver speso appena 5000 euro come contributo; se si vede la delibera n. 146 del 28 luglio 2020 che si allega, innanzitutto la somma impegnata dal comune è 8.121,35 a cui vanno aggiunti altri 4.000 euro dati tramite determina n. 907 del 25.08.2020 ad una ditta per “noleggio e gestione tecnica dell’evento cultura e identità del 5 e 6 agosto” per un totale complessivo di 12.121,35 euro”.

E, ancora: “quanto alla determina relativa ai termoscanner n. 1270 del 09 novembre 2020, l’amministrazione ci ha rimproverato che tali attrezzature acquistate erano quattro e non due e la somma spesa è stata di 6000 euro e non 1000 circa; sì, è vero: sono quattro e non due ma la somma spesa è stata 9.150,00 IVA compresa come si evince dalla determina allegata”.

“Alla luce di questi dati – conclude la nota del Partito Democratico – ci chiediamo come sia possibile fare un comunicato come quello dell’amministrazione pieno di rancore e inesattezze (questa volta sì) nella quale si parla di soldi pubblici con tanta leggerezza e superficialità”.