il portico comunale

Serrano i ranghi le forze di maggioranza che fanno capo al primo cittadino di Anagni avv. Daniele Natalia dopo la nota, inviata dal locale circolo del Partito Democratico e pubblicata da questo giornale nel primo pomeriggio di oggi. Di seguito riportiamo – integralmente e senza modifiche – il comunicato inviato via mail al nostro indirizzo email a firma, appunto de “Le forze di maggioranza”.

Ancora una volta dobbiamo constatare, e lo facciamo con un certo dispiacere, che il Partito Democratico di Anagni tenta di avvelenare il dibattito politico cittadino fuorviando gli anagnini sull’utilizzo dei soldi pubblici da parte dell’Amministrazione Comunale. Diciamo “avvelenare” perché la nota del PD è un collage di inesattezze che, chiaramente, non possono essere state scritte senza malafede o, viene da dire, senza essersi prima informati.

Il Festival di “Cultura Identità” che tanto ha fatto parlare di sé questa estate si è svolto ad Anagni, dando alla nostra città una visibilità nazionale, grazie anche al contributo di 5.000 euro dato dall’Amministrazione Comunale all’organizzazione; non comprendiamo quindi da dove – se non da qualche disinformato post di Facebook – i democratici anagnini abbiano estrapolato la cifra di 15.000 euro che si legge nel loro comunicato.

Altra grave falsità è quella relativa all’acquisto dei termoscanner di cui sono stati dotati gli uffici comunali: il PD insinua che per due termoscanner siano stati spesi 10.000 euro quando, in realtà, l’Amministrazione ne ha acquistato quattro al prezzo di circa 6.000 euro.

Sulle mini isole ecologiche si è fatto e si continua a fare troppo rumore per nulla visto che il prezzo è stato lo stesso che negli altri Comuni d’Italia, dunque non possiamo accettare le insinuazioni del PD. I dati sui prezzi sono disponibili, fortunatamente internet consente a tutti di poter controllare ed essere aggiornati, di non essere ingannati da chi tenta di ottenere consenso politico parlando alla pancia delle persone che sono, specie in questo periodo di crisi, naturalmente sensibili ad argomenti di questo tipo.

Per quel che riguarda l’acquisto di nuove sedie per la Sala della Ragione e l’installazione delle luminarie di Natale ci sentiamo di rivendicare appieno quelle che riteniamo essere scelte politiche dell’Amministrazione e non atti ordinari. Riteniamo infatti che i soldi per la sistemazione della Sala della Ragione siano stati ben spesi in quanto quella che è la sala di rappresentanza non solo del Comune ma di tutta la città adesso ha un aspetto che si confà alla sua importanza storica, artistica e culturale. Quella delle luminarie è una scelta che rivendichiamo con ancor più forza in quanto, a fronte di quanto avrebbero desiderato i fautori del “Natale sobrio”, cioè della città buia ed in preda alla tristezza generata dal Covid, noi abbiamo voluto dare un messaggio di speranza a tutti i cittadini ed alle categorie economico-produttive che, per lavorare, hanno bisogno anche di sostegni di questo tipo. Abbiamo voluto dare ad Anagni la sensazione che lo spirito del Natale ci fosse e che la nostra città, di fronte all’epidemia, non si sarebbe fermata, nonostante tutto. Un obiettivo che è stato pienamente raggiunto e la risposta positiva degli anagnini ne è la prova tangibile; in particolare la felicità dei bambini non solo di Anagni ma anche dei Comuni viciniori di fronte alle luminarie natalizie è stata la nostra più grande soddisfazione.

Sul piano parcheggi e sul project financing annesso ci siamo già ampiamente espressi e riteniamo che sia importante rivendicare anche questa scelta, poiché cambierà la sicurezza delle strade e la vivibilità del centro storico in meglio. È forse proprio questo che dà fastidio al PD anagnino visto che, per quattro anni, è stato incapace di prendere questo treno di capacità politica ed amministrativa. In politica si può cambiare idea, è legittimo quando questa scelta è frutto di una attenta analisi, oppure le idee che si avevano in precedenza possono essere legate a proposte nuove così da raggiungere quello che è il nostro obiettivo: dotare Anagni dei servizi necessari e contemporaneamente garantire alla città anche gli spazi verdi. Da questo punto di vista non possiamo accettare lezioni da chi, quando era in maggioranza ha rifiutato qualunque confronto con i cittadini, ha difeso a spada tratta quello che era il vero “parcheggio sulle mura” e che adesso, per convenienza politica, ha scelto di schierarsi con gli oppositori più intransigenti del piano parcheggi della nostra Amministrazione.

Inoltre vorremmo sottolineare che se un’Amministrazione ha una visione della città ed è capace di inserire le proprie idee entro un programma realizzabile, non ha paura ma ha invece la volontà di investire i fondi a disposizione. Chi invece, come il Partito Democratico di Anagni, all’epoca della precedente Amministrazione, ha voluto tenere “in ostaggio” la città per tre anni, conservando un “tesoretto” da spendere presumibilmente solo nell’imminenza del rinnovo dell’Amministrazione. Da chi aveva fatto queste scelte e da chi le aveva avallate non possiamo accettare lezioni. Per chiunque volesse chiarimenti, gli atti dei bilanci sono pubblici e possono essere controllati.