In classe l’11 gennaio, anziché il 7… curva dei contagi permettendo e comunque in ragione del 50% di presenza. Resta invariata, invece, la ripartenza delle scuole primaria e secondarie di primo grado che riapriranno regolarmente come previsto il 7 gennaio.

E’ quanto deciso – dopo non poche tensioni – nel corso della seduta notturna del Consiglio dei Ministri, riunitosi nella notte per discutere il nuovo decreto con le misure di contenimento dell’emergenza sanitaria da adottare dopo l’Epifania.

A trovare la mediazione sarebbe stato il premier Giuseppe Conte, che avrebbe invitato Pd, M5S e Iv a trovare una data che mettesse d’accordo tutti, superando l’empasse.

Il testo del nuovo decreto con le misure, approvato in nottata, “interviene sull’organizzazione dell’attività didattica nelle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado, con la previsione della ripresa dell’attività in presenza, per il 50 per cento degli studenti, a partire dal prossimo 11 gennaio”.

In questo modo, il Governo ha cercato di trovare un’intesa con le Regioni molte delle quali, nel corso della giornata, avevano già annunciato ordinanze per il rinvio: Veneto, Fiuli Venezia-Giulia e Marche addirittura fino al 31 gennaio. Ordinanze che oggi il ministro delle Autonomie, Francesco Boccia, chiederà adesso di ritirare in modo da uniformare su tutto il territorio.