Sulle modalità e sulle scelte prese dal Governo riguardo il ritorno a scuola di milioni di studenti, anche gli esponenti politici locali vogliono far sentire la loro voce.

“Il ritorno in aula degli studenti, a pieno regime – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – è sicuramente un obiettivo comune del Governo, della Regione e di tutti gli enti locali. Ma ci devono essere le premesse logistiche e sanitarie che permettano la normalizzazione della situazione in perfetta sicurezza e senza creare disagi più gravi, di quelli attuali, alle famiglie, poiché la cura rischierebbe di essere peggiore del male.

È necessario pianificare attentamente le prossime tappe, senza avventurarsi in proiezioni teoriche molto lontane dall’attuale assetto del sistema dei trasporti pubblici, soprattutto intercomunali, verificando le esigenze dei docenti, del personale Ata, degli studenti e delle famiglie nei singoli istituti scolastici, soprattutto in riferimento alla mobilità in ingresso e in uscita dal capoluogo e dalle città più grandi dell’intera provincia. Le interviste rilasciate, nei giorni scorsi, dal prof. Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute, a La Stampa, e di Carlo Ferrazzoli, responsabile Cisl Scuola, ai media locali, vanno nella stessa direzione e non possono, certo, essere adombrate da visioni politiche di parte, quando avvertono tutte le istituzioni sui rischi rispetto alla riapertura del 7 gennaio, senza una organizzazione o strumenti adeguati.

Del resto, è già fisiologico attendersi un aumento della curva, quella veritiera, dei contagi, dopo il periodo natalizio, in cui i contatti sociali, soprattutto con gli anziani, si sono intuibilmente intensificati. A maggior ragione, se la ripresa normale della didattica in presenza comporta un incremento esponenziale delle occasioni di contatto, scuola e trasporti necessitano di una pianificazione scrupolosa e concertata. Tutto si può fare, ma con tempi, condizioni e mezzi proporzionati, altrimenti non può che valere il vecchio adagio tempus regit actum”.

“Il Governo sta mettendo a rischio la salute di milioni di studenti e dei loro familiari”, dichiara Luca Toccalini, deputato e coordinatore federale del movimento giovanile della Lega. “Vogliono imporre il rientro in presenza il 7 gennaio, ma in più di un mese di didattica digitale integrata nulla è stato fatto di concreto dall’Esecutivo per consentire una ripresa in presenza in sicurezza.”

Questa la denuncia del movimento giovanile leghista, a cui fa eco anche la Lega Giovani provicia di Frosinone a seguito delle segnalazioni di molti studenti che fino agli ultimi giorni di pausa didattica non sono stati messi a conoscenza delle modalità per il ritorno in classe, in un clima di confusione che ha alimentato timori e preoccupazioni per ciò che succederà nelle prossime settimane.

“All’annuncio del Governo, risalente al 3 dicembre, che aveva previsto come dal nuovo anno gli studenti e il personale scolastico sarebbe tornati al 75% in presenza, non sono seguiti interventi per potenziare il trasporto pubblico locale o il sistema di tracciamento, con istituti scolastici abbandonati a se stessi nel progettare e programmare il ritorno alla didattica in presenza”.

“Azzolina, De Micheli e Conte sono i responsabili di questo ennesimo fallimento. In queste settimane a più riprese abbiamo provato a incalzare e sollecitare il Governo, affinché gli istituti scolastici potessero accogliere nuovamente i nostri liceali. La Lega Giovani – conclude Maria Veronica Rossi, coordinatrice provinciale del movimento giovanile della Lega – vuole un ritorno integrale in presenza. Siamo consapevoli di come la didattica a distanza non sia uno strumento formativo sufficiente, ma è comunque necessario che i trasporti pubblici siano implementati, in corse e carrozze, e che le nostre scuole possano essere riaperte in sicurezza, una volta per tutte!”