il dott. Ugo Germanò

Un ultimo miglio ancora. 

L’argomento di interesse quotidiano è oggi più che mai la Sars-Cov2, ed è quella in apertura la frase che più volte ha ripetuto il dott. Ugo Maria Germanò, durante la mattinata che abbiamo appena trascorso insieme.

Originario di Reggio Calabria, con ormai lunga dimora a Paliano in pianta stabile dal 1991, dove ne trascorre il suo tempo tra vita privata, politica e sociale svolgendo l’attività di medico generico, con la veste, attualmente, anche di coordinatore dell’U.C.P (unità cure primarie) cittadino. Il suo bacino di assistiti si aggira intorno ad un numero considerevole, circa 1.500 e si espande anche negli addiacenti territori di Serrone e La Forma, nonché tra i detenuti del carcere dello stesso Paliano.

Comportamento, dati ed organizzazione sanitaria, sono tra i temi che il Dott. Germanò ha esaminato con precisione e pacatezza, come rispecchia nel suo essere, nella conversazione che abbiamo intrapreso. Un’analisi approfondita anche sulle situazioni meno evidenti ma non per questo meno importanti, che la Covid19 è andata ad intaccare.

Dottor Germanò, Lei è una figura conosciuta e stimata nella comunità palianese ed oltre, sia sotto l’aspetto umano che professionale; potrebbe condividere con noi una panoramica generale sull’attuale condizione sanitaria locale e nazionale, in nome proprio di quella stima e fiducia che tanti cittadini riversano su di Lei?

“La percentuale di positivi che io ed i miei colleghi abbiamo rilevato dall’inizio della pandemia, si è equivalsa in tutti i Comuni nel nostro territorio, la proporzione dei piccoli centri rispetto ai dati nazionali è alla pari.

La pericolosità di questo virus è l’imprevedibilità. I problemi maggiori li abbiamo avuti con il contagio all’interno dei nuclei familiari dove in tanti casi c’è stata l’alternanza tra positivi e negativi e la difficoltà maggiore si è presentata con le diverse sintomatologie nel nucleo stesso, anche se per l’85% si è trattato di paucisintomatici: pochi sintomi, gestibili domiciliarmente. Dal contagio poi si è innescato un sistema che ormai conosciamo tutti, quello della quarantena, un sistema che ha creato e sta creando problemi nelle scuole, nell’economia, ovunque. Questa totale imprevedibilità della potenza del virus, purtroppo non ci ha concesso di tentare la strada dell’immunità di gregge; una grande responsabilità, un rischio troppo alto.

La curva dei contagi da ottobre è scesa, grazie anche alle misure restrittive imposte, ma il dato che va assolutamente evidenziato è quello della mortalità. Il numero nazionale di decessi giornalieri oscilla tra i 600 e gli 800, di certo non sono tutti dovuti al Covid ma non sono neanche tutti anziani con patologie, è importante sapere che questo tasso di mortalità non si verificava in Italia dal 1944, dopo una guerra alle spalle. Questi dati ci devono far riflettere.

L’impronta del Covid è letale. A gennaio si partirà con le vaccinazioni. Dobbiamo entrare nell’ottica della lungimiranza; manca un miglio, l’ultimo al traguardo”.

“Lo Pfizer-Bhionteck – spiega ancora il dott. Ugo Germanò – è un vaccino ben testato e l’esperienza delle case farmaceutiche statunitensi ed europee è una garanzia. Ma anche qui è errato pensare che i tempi siano brevi. Tutto il 2021 sarà dedicato alle vaccinazioni ed ognuno di noi da adesso fino a quel momento non deve abbassare la guardia.

Il comportamento individuale diventa fondamentale proprio per avanzare in quest’ultimo passo. Dobbiamo avere ampie vedute perché la Covid19 sta gravando ancora di più sul sistema sanitario nazionale che si è sempre mantenuto a galla con gli spiccioli; le altre malattie non sono sparite; chi deve fare terapie tumorali od altrettante importanti, non può rimandare. Personalmente mi sto occupando di pazienti che hanno necessità di cure specifiche rinviate, per mancanza di disponibilità negli ospedali perché sommersi dalla Covid19. Anche per noi medici di base si sta creando un affollamento di assistiti di grande dimensione. Stiamo lavorando tanto, abbiamo svolto la campagna vaccinale antinfluenzale dislocata nel territorio di Paliano, le dico soltanto che la richiesta quest’anno è triplicata, siamo rimasti senza kit vaccinali. Ci è stato chiesto di effettuare i tamponi molecolari nei nostri ambulatori ma è necessario dire che l’esigua disponibilità numerica concessaci, non mi ha consentito di svolgere questa attività perché insufficiente per coprire le richieste.

Insomma dietro il comportamento individuale ci dovrebbe essere la conoscenza di tutte queste sfaccettature. Siamo alle soglie del Natale, manteniamo le distanze, non vanifichiamo. Il loockdown, le regole inasprite hanno portato un miglioramento dei dati”.

Ringraziamo il dottor Ugo Maria Germanò per la totale disponibilità e cortesia.

articolo e foto a cura di Laura Fantini