il teatro romano di Ferentino

Fondi per un milione e mezzo di euro permetteranno di recuperare, riqualificare e valorizzare il Teatro romano di Ferentino, rafforzando così un centro che non ricade in un’area di grandi e consolidati flussi turistici e culturali. L’intervento passa per il restauro e la tutela di una rilevante testimonianza archeologica di epoca imperiale traianea e adrianea, capaci di restituire alla popolazione un concreto spazio pubblico da destinare a attività culturali e spettacoli dal vivo, con una duplice ricaduta positiva sia in termini di riqualificazione del tessuto urbano, sia di ampliamento dell’offerta culturale.

Ad annunciarlo, nei giorni scorsi, il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo: “dopo 17 anni di lavoro delle nostre amministrazioni – aveva affermato il primo cittadino – un grande risultato che ci ripaga dell’impegno profuso per valorizzare e tutelare un prezioso sito archeologico che rende unica e attrattiva la nostra città”.

La notizia è stata accolta positivamente anche dalla minoranza consiliare per quanto, si legge in una nota inviata dalla Lega Ferentino a questa redazione – “è discutibile la rivendicazione esclusiva del risultato da parte del Sindaco di Ferentino sul proprio account Facebook“.

A ben vedere, nel corso degli anni – spiegano Patrizio Coppotelli, segretario politico del coordinamento della Lega Salvini Premier di Ferentino, e Maurizio Berretta, consigliere capogruppo in consiglio comunale per lo stesso partito – a causa del silenzio dell’amministrazione e del sindaco nonostante gli appelli ed i solleciti avanzati, le attenzioni sul tema turismo e sui monumenti della città di Ferentino, in particolare per quanto riguarda il Teatro Romano, sono state poste costantemente dalla Lega (video sui social ed articoli)”.

“Pertanto, il risultato ottenuto, positivo per la Città di Ferentino – fanno sapere ancora i due esponenti – è frutto dell’interesse mostrato fattivamente da più persone intervenute sul caso nel corso degli anni, e le stesse persone forse oggi sono state dimenticate; con loro andava sicuramente condiviso il merito di ciò”.