Che acqua bevi? Da oggi l’acqua che sgorga dai rubinetti di casa ha la propria “carta d’identità”, realizzata da Acea Ato 5 per conoscere con chiarezza tutte le caratteristiche organolettiche del prezioso liquido

Un’iniziativa per essere ancora una volta più vicini agli utenti, per promuovere la trasparenza e la conoscenza della qualità e della sicurezza dell’acqua che giunge nelle nostre abitazioni. Acea Ato 5, infatti, ha realizzato una vera e propria carta d’identità dell’acqua che riporta tutte le qualità della risorsa idrica erogata in ogni Comune e in ogni singola zona del Comune qualora le fonti di approvvigionamento siano differenti tra loro. Un’anagrafica puntuale che indica luogo di nascita (fonte o sorgente) e connotati: dal contenuto di minerali, alla durezza, all’acidità/basicità, alla concentrazione dei vari elementi e altro ancora.

Da sempre tutti questi dati sulla qualità della risorsa idrica erogata, sono presenti e consultabili sul sito www.aceaato5.it, alla sezione “Qualità dell’acqua” dove grazie ad una mappa interattiva è possibile individuare il proprio Comune e la zona precisa in cui si risiede per poter così scaricare i valori delle ultime analisi effettuate.

Da oggi, a tale strumento multimediale già accessibile a tutti, si affianca anche un vero e proprio “documento d’identità” che, oltre internet, sarà disponibile presso gli sportelli al pubblico e presso i canali alternativi di contatto con gli operatori di Acea Ato 5. La carta d’identità raccoglie tutti i dati analitici dei continui controlli che ogni giorno i laboratori di Acea effettuano per verificare la presenza e la concentrazione non solo degli analiti (cioè le sostanze disciolte in acqua) indicati dalla legge, ma anche di ulteriori parametri chimico-fisici, fornendo per ognuno riferimenti limite previsti dalla normativa, al fine di garantire un alto controllo sullo standard di qualità della risorsa idrica distribuita.

I controlli sono effettuati secondo gli standard dettati dalla normativa di riferimento (il D.lgs. 31/01), con una frequenza riferita ai parametri dei volumi distribuiti, alla popolazione servita e relativa ai dati storici riguardanti le caratteristiche peculiari delle fonti locali. Il monitoraggio è effettuato con il supporto di primari laboratori analitici specializzati, certificati ed accreditati.

Fino ad oggi, nel corso del 2020, Acea Ato 5 ha effettuato 2.424 campionamenti ed effettuato 102.630 determinazioni analitiche. Il presidente di Acea Ato 5, Pierluigi Palmigiani, ha dichiarato: “il progetto “La Carta di Identità dell’Acqua” nasce per tracciare le caratteristiche di potabilità, purezza e salubrità delle nostre fonti di approvvigionamento idrico fino all’utente finale. Ogni sorgente del Servizio Idrico Integrato della nostra Provincia ha i suoi “parametri organolettici” che donne e uomini di Acea Ato 5 monitorano ogni giorno, con accuratezza e professionalità. La Carta di Identità dell’Acqua ne è la garanzia”.

BOX (Per saperne di più) Che acqua è?

Quattro semplici parametri, utili per capire cosa beviamo:

Il residuo fisso – misurato in mg/l è la quantità di minerali inorganici contenuta in un litro d’acqua, cioè il residuo secco che rimane dopo l’evaporazione di un litro d’acqua a 180°C.

Il valore pH – è un valore magnetico e misura la concentrazione di ioni idrogeno, quindi il grado di acidità/basicità. Un pH neutro è pari a 7, valori più bassi danno caratteristiche acide, valori più alti caratteristiche basiche; la determinazione del pH al fine di raggiungere o mantenere un ottimo stato di salute è estremamente importante perché l’organismo umano con l’invecchiamento tende a ossidarsi, cioè ad alcalinizzarsi.

I nitrati – È importante che il contenuto di nitrati sia basso perché sussiste il rischio nell’organismo umano di formazione di nitrosamine in vivo dopo l’ingestione di nitrati o di alimenti che contengono amine (composti organici contenenti azoto).

La durezza – espressa in gradi francesi (°F), indica il valore del calcare presente nell’acqua: più è elevato, più l’acqua è calcarea