L’Italia in zona rossa durante le feste, questo è quanto proposto dal ministro Speranza, e dal ministro Franceschini “per evitare la terza ondata”, c’è bisogno di limitazioni più ristrette nel territorio nazionale dal 24 dicembre al 7 gennaio, per mettere il paese in sicurezza. Si potranno effettuare spostamenti solamente con autocertificazione, per evitare le multe, per i seguenti motivi: salute, lavoro o necessità. Conte ha chiesto al Comitato tecnico-scientifico di individuare quali possono essere le misure da intraprendere, dove e cosa chiudere. Ma la scelta sarà alla fine sempre del governo che dovrà trovare anche nuove risorse per i ristori di chi chiude.

Cosa è concesso e cosa no

Sarà concesso di andare ad acquistare beni essenziali in un Comune limitrofo nei casi in cui si necessita di: fare la spesa, andare in profumeria, libreria o a tagliarsi i capelli dal parrucchiere.

Non ci può spostare al di fuori della propria Regione. Il divieto non vale se ci sono esigenze di tipo: lavorativo, di salute o di necessità. Anche se le Regioni di provenienza e di arrivo sono di colori diversi, il rientro a casa è sempre garantito, ma va giustificato con l’autocertificazione. Non si possono raggiungere le seconde case, anche se si trovano nello stesso Comune o Regione, a meno che non ci sia una emergenza improvvisa, ad esempio se si rompe l’impianto idraulico, se si verifica un crollo nell’abitazione o avviene un’effrazione. Il tempo di permanenza nella seconda casa, però, deve essere solo quello necessario a risolvere il problema. Le esigenze di spostamento vanno giustificate in ogni caso. Non si possono vedere amici o parenti che non siano conviventi in qualsiasi luogo, che sia aperto o chiuso. Le uniche eccezioni sono per chi si prende cura di un parente o un amico non autosufficiente, dei genitori separati o divorziati che devono andare a riprendere i figli minorenni, o anche dei genitori che accompagnano i bambini dai nonni. Quest’ultimo caso è fortemente sconsigliato ma non vietato, se c’è la necessità – ad esempio se entrambi i genitori lavorano tutto il giorno – è consentito. L’attività motoria (come la passeggiata) è consentita solo in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da altre persone e con obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezioni individuali. L’attività sportiva (come jogging o bicicletta) è possibile solo all’aperto e in forma individuale e può essere svolta, con l’osservanza del distanziamento interpersonale di almeno due metri e del divieto di assembramento, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, non necessariamente ubicati in prossimità della propria abitazione. Non è più praticabile all’aperto presso centri o circoli sportivi, che vengono chiusi.

Chi resta aperto

-Bar e ristoranti restano aperti dalle 5 alle 22 solo per asporto, ma saranno sempre possibili le consegne a domicilio.

Supermercati, generi alimentari e commercio al dettaglio di beni di prima necessità.

Edicole, tabaccherie, farmacie e parafarmacie.

– lavanderie, le ferramenta, negozi di vernici e materiali per costruire, i rivenditori di elettrodomestici, prodotti di informatica ed elettronica di consumo, di ottica e fotografia, benzinai e autosaloni.

– parrucchieri e barbieri, librerie e cartolerie, fiorai, rivenditori di macchine per l’agricoltura e attrezzi da giardinaggio, concessionari di auto e moto, rivenditori di cosmetici, saponi e prodotti igienico- sanitari, articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero.

Negozi di biancheria, di confezioni e calzature per bambini e di giocattoli.

Mercati di sola vendita di generi alimentari e del settore fiori-piante-animali.

Chiese e cimiteri, ma con l’obbligo di restare all’interno dei confini comunali, evitando assembramenti e con obbligo di mascherina.

Chi resta chiuso

Negozi di abbigliamento per adulti.

Centri estetici.

Queste sono le indicazioni fornite dal governo alle regioni nell’incontro di questa mattina, che ha dato il via libera al piano sui vaccini. Il ministro Roberto Speranza, secondo quanto viene riferito, ha ricordato come nelle regioni che sono entrate in zona rossa ci sono stati risultati significativi , mentre gli altri territori in zona gialla hanno sofferto maggiormente. “Troppo pericoloso – secondo il ministro Speranza ed il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia – rimanere aperti nelle festività natalizie.”

Bisogna poi vedere quale sarà l’indicazione del premier Giuseppe Conte, riunito questa mattina a Palazzo Chigi con i capi delegazione delle forze di maggioranza sulle misure da adottare in vista delle festività. Assente al tavolo la rappresentante di Iv, la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. Intanto, il Senato ha approvato la mozione della maggioranza sugli spostamenti tra i comuni nei giorni di Natale e Capodanno. Il testo è passato con 140 voti favorevoli, 118 contrari e cinque astenuti. È stata bocciata, invece, la mozione del centrodestra con 114 sì, 142 no e sette astenuti. Non è esclusa l’ipotesi dell’adozione di un nuovo Dpcm contenente le norme più restrittive per il Natale (visti forse anche i tempi stretti, il governo sarebbe più orientato all’adozione di un nuovo Dpcm). Come dice il ministro Speranza: “Bisogna chiudere, non aprire”. Ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista al Corriere della sera, facendo presente che si devono “assolutamente evitare gli assembramenti…Non andate tutti nello stesso posto quando vedete che ci sono luoghi con tante persone, evitateli, se non vogliamo poi essere costretti a restrizioni molto dure”. Le due settimane di vacanze da Natale alla Befana saranno “il periodo più complicato – dice il ministro – , in cui il tasso di relazioni e spostamenti si alza di molto. Ascolteremo con grande attenzione i nostri scienziati e l’auspicio è che nel giro di poco tempo si possano assumere ulteriori misure, in grado di scongiurare una ipotetica terza ondata. Se ci fermiamo e molliamo, la curva del virus può tornare a salire. Quando tutti mi dicevano ‘bisogna aprire’, io invitavo alla cautela, nelle ultime ore poi, quando ho visto che Merkel in Germania ha deciso il lockdown totale e così stanno facendo Londra e l’Olanda, mi sono convinto ancora di più che in questa fase serva tenere alta l’asticella del rigore. Se non vogliamo precipitare nella terza ondata dobbiamo accettare misure di contenimento ancora più rigorose; se ci sarà o meno la terza ondata, dipenderà da noi. La campagna vaccinale partirà a gennaio ma il vaccino non arriverà subito per tutti. Questa – ha aggiunto- è la posizione che viene fuori dal Cts, dalle Regioni, e ce lo chiedono anche i comuni”.

articolo a cura di Chiara Tarquini