l'epigrafe installata a Porta Cerere

“Perché men paia il mal futuro e ‘l fatto
veggio in Alagna intrar lo fiordaliso,
e nel vicario suo Cristo esser catto.87

Veggiolo un’altra volta esser deriso;
veggio rinovellar l’aceto e ’l fiele,
e tra vivi ladroni esser anciso”. 90

“Esprimiamo soddisfazione sul fatto che le Luci di Dante, che illumineranno gli ingressi cittadini nella celebrazione dei 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, riprenderanno interamente le due terzine che egli ebbe a dedicare al terribile evento dello “Schiaffo di Anagni”.
Fino ad oggi sono prevalse inspiegabili circostanze nelle quali il primo verso (85) veniva arbitrariamente cassato”.

E’ quanto si legge in una nota inviata a questa redazione dal dott. Nello Di Giulio, consigliere comunale per Anagni Cambia Anagni, che aggiunge:
“Finalmente sono ascoltate, almeno in questa circostanza, le osservazioni del mondo culturale anagnino e, con esse, la nostra richiesta protocollata da circa un anno all’indirizzo del Presidente del Consiglio Comunale.

Non banale essere arrivati in amministrazione a questa più corretta lettura della Commedia dantesca a 700 anni dalla sua morte! Attendiamo ora che, dopo un anno dalla suddetta richiesta, venga riformulata anche la lapide affissa a Porta Cerere, che continua a ferire il pensiero di Dante sullo storico oltraggio privandolo di quel verso che ne introduce e spiega il livello di assoluta drammaticità.

Non avrebbe senso celebrare l’anno di Dante in Anagni “città dantesca” se  non fossimo a restituire al Sommo Poeta l’integrità del suo  pensiero sullo “Schiaffo di Anagni” affisso proprio sulla principale porta d’ingresso della città”.