Vittorio Sgarbi e Giovanni Stella

Nessuna cerimonia funebre, né manifesti per annunciare la dipartita del prof. Giovanni Stella come – del resto – aveva lui stesso più volte ribadito di volere alle persone che gli erano più care. Le sue spoglie mortali verranno tumulate nei prossimi giorni nella cappella di famiglia, nel cimitero di Anagni, accanto al figlio David.

Uomo d’altri tempi, elegante ed altero, a volte impetuoso ma sempre garbato ed altruista, intellettuale di straordinaria umanità, capace divulgatore, storico dell’Arte sensibile e raffinato, per tanti anni il prof. Stella è stato il mattatore della vita culturale ed artistica di Anagni. La notizia della sua dipartita, avvenuta questa notte nella sua abitazione poco fuori il centro cittadino, ha creato fin da subito un profondo senso di commozione e di tristezza.

Nato a Monterosso Almo, in provincia di Ragusa, il 22 luglio 1935, Giovanni Stella ha compiuto gli studi classici ed universitari in Sicilia. Giunto a Roma dopo la laurea con la passione per l’Arte, ha seguito vari corsi divenendo egli stesso un artista apprezzato esponendo, sin dal 1967, in mostre personali e collettive tematiche a Ragusa, Anagni, Catania, Vittoria, Latina, Comiso, Suzzara, Busto Arsizio, Roma, L’Aquila, Verona, Bari e Viareggio.
Nel 1963 si era trasferito ad Anagni dove per molti anni ha insegnato Diritto e Scienze delle Finanze all’Istituto Tecnico e per Geometri “G. Marconi”.

La città e gli anagnini gli devono molto: sua l’intuizione – quando era un semplice consigliere comunale di opposizione – di trasformare viale Regina Margherita da banale parcheggio per automobili all’attuale passeggiata, oggi cuore della movida cittadina e punto di incontro per giovani e meno giovani.

Sua l’idea di istituire, ad Anagni, la “Casa della Cultura e dei Giovani” dotata di una funzionalissima biblioteca, ancora oggi tra le migliori della provincia, con sede in via G. Garibaldi.

Giovanni Stella fu assessore alla Cultura dal 1990 al 1997, al fianco del compianto sindaco Bruno Cicconi: tante, in questo periodo, le iniziative culturali da lui realizzate a partire dal Festival del Teatro medievale e rinascimentale, le cui prime edizioni furono dirette da Federico Doglio, storico del Teatro. Dal 2001 al 2008 fu proprio Stella, poi, ad assumerne la direzione.

A lui si deve, inoltre, l’acquisizione del meraviglioso complesso della Badia de La Gloria, poco fuori Anagni, da parte dell’ente comunale; la sistemazione e l’adeguamento ad auditorium comunale dell’ex chiesa di Sant’Antonio Abate, lungo corso Vittorio Emanuele; l’organizzazione di numerosi ed importanti eventi culturali, iniziative per la crescita sociale ed economica della città, esposizioni d’arte e mostre memorabili: una su tutte, quella dei materiali archeologici rinvenuti nei dintorni di Anagni intitolata “Dives Anagnia” che, nel 1993, produsse uno straordinario catalogo che ancora oggi è punto di riferimento per specialisti e studiosi nello studio e nella catalogazione dei reperti.

È così che il prof. Giovanni Stella ha raccontato l’Arte e la Cultura agli anagnini: organizzando, infaticabile – idealmente o fisicamente – e stimolando con una invidiabile facondia la loro curiosità.

Oggi, proprio nel giorno della sua scomparsa, non si sono contati gli omaggi, i pensieri, i messaggi commossi, le parole piene d’affetto e di stima per ricordarlo, a poche ore dalla sua scomparsa. La sua immensa personalità, il suo sorriso, la sua straordinaria cultura, la passione per la politica, l’amore per l’Arte, per i viaggi, sono doti che non è facile incontrare, tutte insieme, in una persona sola: eppure il prof. Stella le aveva. Ha insegnato molto a tanti, e tutti gli anagnini – tra i primi, il redattore del presente articolo – gli devono molto: con sagacia e passione, ha accompagnato per tanti anni la città alla scoperta della propria identità culturale. Da oggi, Anagni è più povera; grazie, prof. Stella, per i preziosissimi insegnamenti che ci ha trasmesso.

articolo e foto a cura di Ivan Quiselli