Accendersi – sì – di luci, colori e speranza, nonostante l’emergenza sanitaria in corso ma non a costi così esorbitanti: è questa l’opinione comune di molti cittadini anagnini, convinti che la somma impegnata per la fornitura e la posa in opera delle luminarie natalizie che si stanno installando in questi giorni – più di 79mila euro – avrebbe potuto trovare numerosi e ben più importanti impieghi, soprattutto nei prossimi mesi per i quali si prevede un nuovo acuirsi della crisi sociale già in atto.

E, in effetti, le linee di indirizzo approvate dalla giunta comunale per la realizzazione di luminarie e addobbi nelle vie ed assi commerciali cittadini (determinazione n. 72 R.G. 1283 del 14 novembre 2020) in occasione delle prossime festività natalizie, lasciano davvero di stucco.

“Considerato il periodo a dir poco drammatico che stiamo vivendo anche dal punto di vista economico, e considerato altresì che si tratta sempre di soldi pubblici che ogni cittadino di Anagni dovrà sborsare per far fronte a questa somma, viene da chiedersi cosa abbia spinto gli attuali amministratori di maggioranza a spendere una tale somma”, si legge in una nota inviata a questa redazione dal Partito Democratico di Anagni che richiama l’amministrazione ad un maggiore senso di responsabilità nella gestione della cosa pubblica: “se si va a verificare e/o confrontare quanto speso dall’amministrazione comunale precedente per le luminarie natalizie, il confronto è presto fatto”.

“Una scelta affrettata, costosa e decontestualizzata rispetto alle esigenza della città e alle incertezze e difficoltà per tante famiglie”, per il consigliere comunale Nello Di Giulio (Anagni Cambia Anagni) che spiega: “pensare di sostenere il commercio cittadino, in tempi di pandemia e non solo, incrementando le spese per le luminarie, è dimostrazione di pochezza di idee e di capacità amministrativa della giunta e degli assessori con relativa delega. Valorizzare Anagni, il suo centro storico, presuppone tutt’altro impegno e conoscenze che non il facile incremento delle spese per le luminarie. Sono tre anni che cerchiamo di farlo capire, ma il confronto in questa amministrazione è sempre merce rara”.

Quasi ottantamila euro che sarebbero potuti servire a lenire la drammatica crisi di liquidità delle piccole attività commerciali e ricettive cittadine, procedendo finalmente ad un vero abbassamento delle tasse comunali. Sarebbero state utilissime per rifinanziare gli aiuti alle famiglie in difficoltà o per dare un contributo ai lavoratori precari che rischiano ancora di perdere la propria occupazione a causa della pandemia come abbiamo suggerito con insistenza inascoltati. Ma che invece serviranno per abbellire la città in questo Natale, atteso – sì – ma certamente diverso da tutti gli altri che abbiamo vissuto finora.

Abbiamo provato a contattare l’assessore comunale al ramo, Floriana Retarvi, per chiederle conto dei motivi di tale scelta ma non è stato possibile raggiungerla telefonicamente; resta la disponibilità di questa redazione ad ospitare, su queste pagine, una sua eventuale replica.