Da Cassino a Fiuggi, da Anagni ad Alatri, passando attraverso innumerevoli, meravigliosi piccoli borghi che fanno della provincia di Frosinone una terra unica e straordinaria: uno di questi è certamente Piglio, patria – sì – del vino Cesanese ma anche di antiche tradizioni e di bellezze storiche ed artistiche di importanza centrale.

A confermare l’eccezionale valore anche storico di questi luoghi, è arrivata la comunicazione dalla Regione Lazio dell’accreditamento nella Rete Regionale delle dimore, ville, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico della regione.

Una notizia importante per il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale come quello di questo piccolo e caratteristico borgo, che potrebbe rappresentare nei prossimi tempi una grande opportunità, soprattutto ora che la pandemia sta frenando il turismo.

L’istanza, presentata dal sindaco Mario Felli e seguita dai consiglieri Maria Grazia Borgia e Matteo Celletti, rispettivamente delegati alla Cultura e al Turismo, è stata curata dall’arch. Luca Calselli con Dario Biello nell’ambito di un più generale progetto di valorizzazione, di tutela e di sviluppo della città, a partire dal suo nucleo originario e del suo comprensorio.

“L’accreditamento alla prestigiosa rete regionale è un passaggio fondamentale perché, oltre a dare forza al progetto, riconosce – istituzionalmente – valore identitario e connotante ai luoghi. Piglio sarà uno dei borghi del progetto “Borgo Futuro” che vede capofila Arpino, città candidata a Capitale Italiana della Cultura 2022″, afferma la consigliera Maria Grazia Borgia.

“Il progetto “Borgo Futuro” indaga la possibilità di un urbanesimo sostenibile e la ricerca di una nuova policy, fuori dai circuiti delle grandi città – spiega il consigliere Matteo Celletti – che afferma il concetto di un centro abitativo funzionale e a misura d’uomo”.