Si fa più incombente l’ombra di un lockdown generalizzato, come conseguenza dell’esponenziale crescita della curva dei contagi da Sars-Cov2; è notizia delle ultime ore, infatti, che il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte voglia attendere ancora qualche giorno dopodiché, se le decisioni assunte con l’ultimo DCPM del 3 novembre non dovessero portare ai risultati sperati, tutte le regioni, indistintamente, potrebbero essere considerate in “zona rossa”.

Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, già nel fine settimana si potrebbe riaprire la discussione con le Regioni e il Comitato tecnico scientifico.

“Sono preoccupato e spaventato. Se continua così il Servizio sanitario nazionale non può farcela”, aveva detto ieri Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici, invocando il lockdown generalizzato per un mese. “Ogni posto letto dedicato al Covid viene tolto ai malati con altre patologie”.

Tra le cose che più preoccupano è la situazione negli ospedali italiani dove il rischio di saturazione che potrebbe arrivare anche prima di un’inversione di tendenza chiara della diffusione del Covid-19.

In base a quanto previsto dal Governo, solo domenica prossima si potranno conoscere gli esiti delle misure prese nei giorni scorsi al fine di contenere l’emergenza sanitaria; se tali misure non dovessero sortire gli effetti desiderati, e se la curva epidemilogica non dovesse invertire la rotta, tutte le regioni potrebbero dunque entrare in “zona rossa”, con le relative restrizioni del caso, compresa la revisione delle attività che potranno restare aperte.