Affitto di novembre, stipendi da pagare ai dipendenti, la grande incognita dei prossimi mesi, locali vuoti e chiusura alle 18.00: si fa sempre più dura la vita dei piccoli commercianti ai tempi del Coronavirus. Nessun lockdown ufficiale, almeno per ora, ma di fatto sono in molti a chiedersi quali saranno gli effetti sull’economia di questa seconda ondata.

Tanti commercianti e piccoli imprenditori ciociari provano a lottare con le unghie e con i denti, per cercare di andare avanti e di limitare i danni: anche in provincia di Frosinone sono infatti molti i ristoranti e i bar vuoti, i negozi deserti, con merce che resterà stipata dentro i magazzini e che probabilmente deperirà.

Tra i più agguerriti, deciso a non demordere, c’è Cristian Fanisio, titolare di Happy Pizza che ha sede in zona Vascello, a Ferentino: suo l’appello ai concittadini ad acquistare in maniera più consapevole, comprando da negozi del territorio per aiutare l’economia locale.

Cristian Fanisio

Quella degli imprenditori come Cristian, infatti, è una duplice sfida: oltre alla battaglia contro il Sars-Cov2 a cui ognuno di noi, indistintamente, deve continuare a prendere parte, c’è anche la lotta per sopravvivere al terribile momento di congiuntura. E per questo motivo Cristian fa appello al buon senso dei ferentinesi.

Una emergenza sanitaria – questa – che ha cambiato abitudini e ritmi, ma che spesso si è rivelata una buona occasione per riscoprire forme di mutuo aiuto e solidarietà tra le persone; per ora, malgrado l’annuncio di ieri del colosso farmaceutico Pfizer, la normalità è ancora uno sfocato miraggio. Ma tutti, per primi i piccoli imprenditori ciociari come Cristian, stanno già lavorando per restituire ridare forza alle comunità locali nel costruire un modello di economia capace di mettere al centro le persone, l’ambiente e le relazioni umane.