«I governi di tutto il mondo hanno adottato misure straordinarie per fronteggiare la crisi generata dal Covid-19»: così il Fondo Monetario Internazionale nella nota Public Investment for the Recovery datata 5 ottobre 2020.

Come mostra questo grafico (fig. 1), gli investimenti pubblici hanno svolto – e continuano a svolgere – un ruolo centrale, fondamentale nella lotta contro il Sars-Covid-19.

Il 2020 verrà ricordato non solo come l’anno dell’incertezza – non conosciamo ancora l’esatta origine del virus, l’andamento della pandemia, la portata delle sue conseguenze socio-politiche – ma soprattutto come il “tempo” della “grande mobilitazione” da parte dei governi nazionali e delle banche centrali (la BCE per l’area euro) al fine di sterilizzare il contagio economico. In base a questa prospettiva, è interessante indagare l’entità delle risorse pubbliche stanziate: quali misure sono state messe in atto per garantire la sicurezza (nel senso più ampio) in questo grave momento di crisi.

Come ha rilevato Marcello Minenna su Il Sole 24Ore, «Il Fmi prevede nel 2020 deficit pubblici nell’ordine del -10, -12 per cento in tutte le principali economie, di cui il 3/4 per cento è ascrivibile al funzionamento degli stabilizzatori automatici (cassa integrazione guadagni, indennità di disoccupazione) e circa il 9 per cento a interventi diretti di stimolo» (25 ottobre 2020).

E anche se – data la volatilità del quadro economico attuale – resta difficile formulare previsioni precise, Italia e Germania restano – come ricorda lo stesso Minenna – ai primi posti della classifica dei Paesi in cui dominano le garanzie statali.

Durante la prima fase pandemica, gli interventi pubblici a favore di un rafforzamento del sistema delle garanzie verso privati (e non), hanno evitato un collasso generale delle singole economie (fig. 2).

Un aspetto interessante su cui poter indagare è quanto di questi proventi sia di fatto andato ad alimentare il comparto della spesa sanitaria, con particolare riguardo per il nostro Paese.
In un dossier del marzo 2020, l’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani ha rilevato che dal 2000 al 2018 il comparto della spesa pubblica sanitaria è cresciuto del 69 per cento, raggiungendo la cifra di 115,4 miliardi, (al netto dell’inflazione). La crescita, che si è mantenuta lineare fino al primo decennio del periodo sopra indicato, ha subito un freno negli anni della crisi finanziaria. In quel contesto infatti, i governi centrali hanno risentito di quello che stava accadendo nel mondo e si sono così comportati di conseguenza, tagliando ciò che era possibile tagliare.

In quanto all’Italia, va sottolineato che il nostro Paese risente dei diversi Sistemi Sanitari Regionali, cosa che non consente di effettuare un’analisi omogenea del quadro nazionale.

Tuttavia, le cifre stanziate sono state ingenti e hanno consentito la tenuta del comparto in questi ultimi anni, nonostante – come già detto – le differenze tra le diverse regioni. La seconda ondata della pandemia sta però sconvolgendo questo scenario, amplificando l’incertezza su ogni settore economico.
Se nel breve termine una soluzione pubblica, basata sul deficit spending, potrebbe favorire le economie aggredite dal virus, nel medio-lungo periodo occorrono strategie dettagliate e condivise sia tra operatori economici sia tra decisori politici. Questi ultimi sono chiamati a garantire fiducia e benessere nei confronti dei cittadini; pertanto singole iniezioni di denaro pubblico in certi casi potrebbero non bastare. Occorre quindi, ricostruire un clima di solidarietà, efficienza e condivisione che in molti contesti manca.

L’Italia è il “Paese dei campanili” e sebbene questa sia in gran parte un’accezione positiva perché rimanda alle mille tradizioni dei borghi e delle città nostrane, è necessario andare oltre questa prospettiva dando vita a un comune sentire in grado di fronteggiare le disparità sociali generate o inasprite dal Covid-19.

Il sistema-Paese sarà in grado di fronteggiare tutto ciò? Riusciremo a superare questa seconda ondata della pandemia? Non ci resta che sfruttare al meglio le risorse pubbliche, in particolare quelle comunitarie, destinate alla nostra economia: passi falsi non sono più ammessi.

Angelica Stramazzi

Fonti

Covid e aiuti statali: il Fmi fa il bilancio di Marcello Minenna, Il Sole 24Ore, 25/10/2020

Public Investment for the Recovery, blogs.imf.org, 05/10/2020

L’evoluzione della spesa sanitaria di Luca Gerotto, Osservatorio Conti Pubblici Italiani, 14/03/2020