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L’addio al Prefetto Demetrio Missineo, venuto a mancare a causa del Coronavirus

una vita intensa, dedicata interamente al servizio Stato, i funerali si sono svolti nella parrocchia di Santa Maria alle Fornaci in Roma, presieduti da Mons. Vittorio Formenti. Il suo legame con la Ciociaria, i messaggi di cordoglio alla moglie Barbara

Si sono svolte nei giorni scorsi, nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie alle Fornaci in Roma, a pochi passi dalla basilica di San Pietro, le esequie del Prefetto della Repubblica Demetrio Missineo.

Demetrio Missineo

La bara, avvolta nel tricolore, è giunta puntuale dalla camera ardente del Columbus del Policlinico Gemelli di Roma, per la santa messa di suffragio, che è stata presieduta da Monsignor Vittorio Formenti, ufficiale em. della Segreteria di Stato di Sua Santità e concelebrata dai padri Trinitari della stessa parrocchia romana, animata dal coro “Mannelli” di Tivoli diretto magistralmente dal maestro Orati. La notizia della dipartita terrena, purtroppo, non ha colto di sorpresa, infatti, ormai da quasi un mese lottava tra la vita e la morte presso l’Ospedale Policlinico Gemelli, perché affetto da polmonite bilaterale da Coronavirus. Missineo era stato ricoverato inizialmente per un semplice sbalzo di pressione in un’altra e ben nota struttura neuro-riabilitativa di Roma e lì purtroppo era stato infettato.

S.E. il Gr. Uff. Avv. Demetrio (Dino per gli amici) Missineo, era nato a Reggio Calabria il 20 aprile 1949 da Giuseppe e Alfonsina Cucinotta. Era coniugato con la signora Barbara Cirelli, originaria di Pescosolido (Frosinone) e per questo l’alto funzionario dello Stato era molto legato anche alla terra di Ciociaria. Oltre 30 anni di esperienza nella pubblica sicurezza, nella negoziazione di trattati nazionali ed internazionali, coordinatore di numerosi progetti per conto dello Stato Italiano: dalla lotta alla criminalità ai diritti dell’uomo, della donna e dei rifugiati.

Era stato nominato quest’anno, anche Senatore Accademico Onorario dell’Accademia Bonifaciana di Anagni; era Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 27 dicembre 2006, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Prefetto della provincia di Biella a decorrere dall’ agosto 2011 all’ aprile 2014; Vice Commissario dello Stato per la Regione Sicilia; Coordinatore del “Settore sicurezza, lotta al crimine organizzato ed alle immigrazioni clandestine”, in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, quale Esperto designato dal Ministero dell’interno nella “Unità tecnico-operativa per i Balcani” con funzioni di Coordinatore del “Settore sicurezza, lotta al crimine organizzato ed alle immigrazioni clandestine”; nonché Coordinatore tecnico del Tavolo interministeriale contro la Tratta di esseri umani dai Paesi balcanici istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Ed inoltre: Commissario dello Stato Reggente, per la Regione Sicilia; Ispettore Generale del Ministero dell’Interno; Rappresentante del Ministero dell’Interno nella Commissione per le provvidenze agli ex deportati nei campi di sterminio nazista K.Z. (Dpcm 6 dicembre 1996) presso il Ministero del Tesoro; Direttore Ufficio Studi e attività giuridiche parlamentari; Presidente della Commissione Nazionale Stralcio per il Diritto di Asilo; Rappresentante del Ministero dell’Interno nell’Osservatorio sulla tutela della salute mentale presso il Ministero della Sanità; Rappresentante del Ministero dell’Interno nel gruppo di lavoro per le politiche giovanili presso la Presidenza del Consiglio; Presidente della Commissione Centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato; Direttore Centrale Vicario della Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno; Direttore Centrale Vicario della Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo Direttore dell’Ufficio Studi e Cooperazione Internazionale della Direzione Generale Servizi Civili; Rappresentante del Ministero dell’Interno in seno alla Commissione di verifica sul pieno rispetto della Convenzione in favore dell’infanzia; Responsabile nazionale del Progetto adolescenti, che ha interessato 30 Comuni e impegnato oltre 1000 operatori; Componente della Commissione Interministeriale per l’applicazione dell’art.18 della Legge sull’Immigrazione (in materia di Tratta) in rappresentanza del Ministero dell’Interno. D. Lgs 286/98; Membro effettivo della terza Sezione della Commissione Centrale per il riconoscimento dello status di Rifugiato, quale rappresentante del Ministero dell’Interno; Rappresentante del Ministero dell’Interno alla Conferenza sulla tratta delle donne ai fini di sfruttamento sessuale; Rappresentante del Ministero dell’Interno alla VI Conferenza dei Ministri Europei – questioni migratorie a Varsavia; “Esperto” del Consiglio Generale degli italiani all’estero ex art.6 della Legge 6 novembre 1989 n.368; Rappresentante del Ministero dell’Interno alle Conferenze Stato-Regioni e già Componente del Gruppo di studio Stato-Regioni; Capo di Gabinetto e Direttore dell’Ufficio Affari Giuridici ed Attività Parlamentari presso gli organismi informazione e sicurezza della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Componente effettivo del Comitato esecutivo del G.7 a Napoli.

Un curriculum di tutto rispetto, una vita intensa, dedicata interamente al servizio dello Stato, definito da tutti una persona garbata ed educata. Quel garbo e quell’educazione che hanno sempre contraddistinto il suo approccio alle persone: che fossero il Capo dello Stato, oppure un qualunque cittadino che si fosse rivolto al Prefetto. 

L’emergenza Covid, ha impedito a molti di essere presenti al funerale e di rispettare, quindi, le misure restrittive del nuovo Dpcm, ma non ha impedito a molti di far sentire il loro affetto e la loro vicinanza alla famiglia, affidando in messaggi giunti alla vedova, un’unica grande parola: grazie.  “Grazie per essere apparso sul nostro cammino professionale ed umano nella Prefettura di Biella – si legge in uno in particolare –  grazie per la fiducia e l’amicizia che ogni giorno, sempre di più conoscendoci, ci affidavi. Grazie per quanto ci hai insegnato in un mestiere in cui l’equilibrio e la principale qualità.  Ci hai dimostrato che si può essere Prefetti coniugando autorevolezza e umanità. Hai sempre praticato il valore del lavoro di squadra.  Con te si lavorava duro e seriamente ma, al momento giusto, con la giusta battuta, l’immancabile barzelletta, alleggerivi il clima con intelligente ironia. Hai saputo adattarti a scenari profondamente diversi”. 

Nei lunghi anni romani, il Prefetto Missineo, ha lavorato ai più alti Uffici con i vertici, ha saputo dare impulso ad iniziative importantissime, come la legge a tutela delle donne vittime di tratta, oppure la normativa sui collaboratori di giustizia.  Nei delicati mesi di Commissario del Governo a Palermo, ha saputo essere il baluardo della legalità in un contesto difficilissimo. 

Negli anni biellesi, ha colto la specificità della vita di provincia, delle peculiari problematiche ed esigenze di un territorio per il quale si è sempre adoperato senza risparmio. 

Molto sentita la testimonianza in chiesa del suo assistente Victor Hugo Martins de Queiroz: “Per me oltre che un grande amico è stato un grande maestro e un padre, perché lui in tutta la sua umiltà mi ha accolto come se fosse un figlio suo, e questo affetto non lo dimenticherò mai, Dino mi ha insegnato tanto, mi ricordo di una menzione in particolare: lui mi disse che l’uomo forte è quello in grado di proteggere a se stesso, ma l’uomo ancora più forte è quello in grado di proteggere anche gli altri. E così ha vissuto Dino, ha combattuto per i diritti di tutti quelli che non potevano combattere per se stessi. Un grande filosofo ha detto, che l’uomo non muore quando il cuore smette di battere e nemmeno quando viene colpito da una malattia incurabile, muore veramente soltanto quando viene dimenticato, e Dino è un uomo indimenticabile che vivrà per sempre in ogni uno di noi”.

Grazie Eccellenza – chiude il messaggio della prefettura di Biella – per averci dato l’opportunità di conoscere una di quelle persone, così preziose, che nella discrezione, e nel silenzio, contribuiscono con la loro energia a dare impulso all’attività dello Stato: un’entità troppo spesso astratta, ma che grazie all’esperienza vissuta con te, per noi ha, come fondamentale esempio, un nome ed un cognome: grazie Dino Missineo”. Molte le testimonianze giunte, anche dai colleghi prefetti sparsi per il territorio nazionale e dal Ministro dell’Interno Lamorgese, che hanno voluto dare l’estremo saluto al loro amico Dino, che, dopo la benedizione finale da parte di Monsignor Formenti, la salma – le cui onoranze funebri sono state affidate alla ditta Ponza di Anagni – è stata tumulata nel cimitero di Pescosolido (Frosinone), accolta dai Carabinieri e dalla Polizia Locale.

articolo a cura di Sante De Angelis