uno scorcio di Filettino

Pubblichiamo di seguito – integralmente e senza modifiche – la lettera inviata a questa redazione dal sindaco di Filettino Gianni Taurisano in replica alle dichiarazioni rese, nei giorni scorsi, dai tre esponenti dell’opposizione Paolo De Meis, Alessia Pomponi e Salvatore Nardecchia:

Gianni Taurisano, sindaco di Filettino

Gentile Direttore,

avrei voluto non replicare alle affermazioni del gruppo di opposizione ma per la correttezza delle informazioni che va data ai cittadini nonché agli interessati, devo tornare sull’argomento e fornire alcuni chiarimenti.

Ad agosto 2018, immediatamente dopo le elezioni, la minoranza pubblicò un manifesto con cui, tra l’altro, ci accusavano di pagare cambiali elettorali e coprire abusi. Ebbene, a seguito di tale manifesto, la locale Stazione Carabinieri di Filettino avviò indagini in merito presso l’area artigianale, che fino ad allora versava in uno stato di degrado. Ci fu anche l’intervento del NOE che rilevò lo stato dei luoghi accertando che si trattava di una situazione conclamata da tempo. Proprio nel rispetto dei principi di trasparenza, legalità e senza nessuna cambiale elettorale da pagare, l’Amministrazione e la responsabile dell’Ufficio tecnico hanno fornito la documentazione richiesta dai Carabinieri e dalla Procura di Frosinone.

Purtroppo, già dal 1999 fu disposta la demolizione dei capannoni ove nessuno, in quella data, aveva avviato ricorso avverso l’ordinanza, né le varie amministrazioni che si sono succedute hanno avanzato progetti per la regolarizzazione dell’area. La recente sentenza del TAR ritengo non veda né vincitori né vinti, e lo scrivente, sinceramente, non trionfa affatto: è stato riconfermato quanto già ordinato nel lontano ’99 e mai eseguito.

La nota del 19 novembre 2018, cui fanno riferimento sempre i consiglieri di minoranza ed inviata tre mesi dopo l’avvio delle indagini, non è altro che l’esposizione ed aggiornamento sullo stato dei luoghi riferiti al procedimento penale risalente al 1999. Subdolamente, non viene sottolineato dalla minoranza che con lo stesso “esposto” l’Amministrazione aveva fatto rilevare che i capannoni sono un punto di riferimento per le attività artigianali e che bisognava salvaguardare l’interesse occupazionale mediante l’esecuzione di opere e messa in sicurezza dell’area. Quindi i consiglieri di minoranza sanno benissimo che avrebbero dovuto verificare sugli abusi commessi nel corso degli anni, visto che la sentenza di oggi non conferma altro che l’ordine di demolizione di ben 20 anni fa. Le ordinanze sindacali 7 e 8 del mese di aprile 2019, sono invece riferite alla rimozione di baracche, tettoie e di tutto il materiale antropico presente sull’area, materiali che oltre ad aver reso l’area indecorosa, avrebbero potuto causare danno a persone e/o cose in caso di copiose precipitazioni. Baracche, tettoie e materiali vari già presenti durante il loro mandato.

Proprio per trovare una soluzione a questa faccenda e mitigare il rischio idrogeologico, è stato richiesto un finanziamento per l’esecuzione di alcune opere e, nel frattempo l’area interdetta ma regolamentato l’accesso per consentire esclusivamente il prelievo o il deposito di quanto necessario e non penalizzare le attività lavorative. Purtroppo i tempi tecnici per lo studio, verifica del progetto, valutazioni geologiche, l’acquisizione dei pareri di altri enti, la variante al progetto, hanno prolungato il rilascio di quanto necessario, anche in considerazione della emergenza COVID19, e di conseguenza i lavori. L’interesse ed il lavoro di questa Amministrazione e, finora sembra solo questa, è trovare la soluzione ad una ingarbugliata matassa, mettendo in sicurezza in primis l’area riducendone la classificazione del rischio, e non vedere la demolizione dei manufatti che metterebbe in crisi le imprese e gli artigiani, già seriamente stressati dalla carenza di lavoro aggravata dall’epidemia in corso.

Irresponsabilmente, con il presunto intento di creare danno ad alcuni interessati (fermo restando che gli abusi vanno perseguiti), hanno ritenuto di screditare la maggioranza attraverso un manifesto mentre avrebbero potuto segnalare al competente ufficio le opere ritenute abusive. Invece hanno riportato alla ribalta nel suo complesso, una vecchia situazione ben conosciuta a tutte le passate amministrazioni, a danno dei soli lavoratori. Oggi questi signori cercano di giustificarsi e di convincere quei pochi che ancora credono alle fandonie raccontate al bar, magari mentre si beve qualche prosecco, ed addossarne la responsabilità al sottoscritto che, ereditate situazioni preesistenti al suo insediamento si è impegnato insieme al suo staff a trovare una soluzione tecnica e politica con la Regione Lazio, anche su quest’ultima vicenda.

E’ vero i cittadini di Filettino, tranne qualche mercenario, hanno fatto TANA e capito da chi sono stati governati fino al 2018, ora non ci sono più dubbi.

Se non fai non sbagli!!!

La nostra è una Amministrazione che svolge il proprio mandato con impegno quotidiano ed alla ricerca di soluzioni di problemi atavici. Vorrei riepilogare, solo per la cronaca, quanto realizzato solo in questi ultimi due anni:

completati i lavori al Parco Comunale, provveduto alla rimozione senza oneri per l’amministrazione di alberi pericolosi, con oltre 50 anni di vita e rimpiantati altri alberi donati da un cittadino, recuperato 180.000 euro dei canoni relativi ai bacini imbiferi, ristrutturato il Bottino dell’acqua potabile alla sorgente della Radica, messo in sicurezza e ristrutturato il depuratore comunale, realizzata una elisuperficie occasionale, installate 12 telecamere per la videosorveglianza, installate 8 nuove panchine sulla via Panoramica, installate tre nuove pensiline Cotral, ottenuto finanziamenti GAL per oltre 300.000 euro, individuato e nominato il Direttore Museale, risolta la pratica più spinosa riferita a Campo Staffi, conclusasi con la liquidazione del Consorzio che durava da 10 anni, e l’acquisizione gratuita del patrimonio residuo costituito da beni, terreni ed immobili a favore del comune di Filettino, recuperato canoni di concessione per circa 60.000 euro, affidato i nuovi lavori di adeguamento dell’elisuperficie per il soccorso sanitario notturno, richiesti finanziamenti per la sostituzione della sciovia Valle Manuela, per l’acquisto di un ulteriore tapis roulant in sostituzione di impianti scaduti, per la realizzazione di una piazzetta su via A. Arquati, affidato il progetto per la riqualificazione della stazione sciistica e quante altre cose ancora, aderito al Progetto Aree Interne 3 che porterà fondi per 150.000 euro per l’adeguamento dei due ostelli, richiesti e collocati con il supporto e disponibilità dell’Ente Parco cinque tavoli da pic nic e due barbeque in località Fiumata ed altri presso il parco comunale.

E questa sarebbe mancanza di progettualità ed incompetenza?? Come diceva Totò…..”ma mi faccia il piacere”!!!!