Nel Lazio, nelle ultime 24 ore, su oltre 25mila tamponi effettuati (+6231 rispetto a ieri) si registrano 1993 nuovi casi di persone positive al tampone del Covid19, 23 persone decedute e 234 persone guarite (+143 rispetto a ieri).

“Migliora leggermente il rapporto tra tamponi effettuati e persone positive”, scrive in una nota l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato. Che aggiunge: “517 i tirocinanti del corso formativo di medicina generale saranno impegnati nelle Asl nelle attività di contact tracing. Ad oggi ci sono 1.129 posti letto di residenze alberghiere assistite per il decorso dei clinicamente guariti ma ancora positivi (518 posti disponibili). Prosegue il percorso di potenziamento dei posti letto COVID nelle strutture della rete ospedaliera”.

Nella Asl di Frosinone si registrano oggi 166 nuovi casi: si tratta di casi isolati a domicilio, contatti di un caso già noto o con link familiare. Sedici sono le persone ricoverate. Si registra anche i decesso di una persona di 59 anni con patologie.

Per quanto riguarda la situazione in Italia, nelle ultime 24 ore 21.994 sono stati i nuovi casi registrati; 221 i morti. Fatti oltre 174mila tamponi

Con la curva dei contagi divenuta ormai esponenziale, “l’unica cosa che si può fare è chiudere tutto, un lockdown a livello nazionale. La situazione nei pronto soccorso è drammatica, non solo in Lombardia, ma ovunque a livello nazionale”; ad affermarlo è il responsabile del Coordinamento Covid-19 per i reparti dei pronto soccorso lombardi Guido Bertolini.

“Per quanto riguarda il Lazio – spiega ancora l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato – i dati elaborati dalla Protezione Civile fanno emergere elementi molto importanti delle misure di contenimento messe in campo dalla Regione Lazio, in particolare: il Lazio ha il 64% dei casi testati in rapporto alla popolazione in più rispetto alla media italiana; nel Lazio il tasso di contagio è del 32% inferiore al dato medio nazionale; nel Lazio il 62% dei casi scoperti grazie all’attività di contact-tracing, il doppio della media nazionale; il Lazio ha processato in media oltre sedicimila tamponi al giorno nel mese di ottobre.

Luisa Regimenti

Sulla questione dei contagi nel Lazio è intervenuta anche Luisa Regimenti, eurodeputata della Lega e responsabile Sanità per il partito nel Lazio. Queste le sue parole: “la seconda ondata della pandemia da Covid-19 sta mostrando nel Lazio l’inadeguatezza dell’amministrazione regionale, che in questi mesi non ha saputo riorganizzarsi né per garantire più posti di terapia intensiva né per mettere a punto un efficace sistema di tracciamento dei contagi. Servono test e tamponi più accessibili, più cure domiciliari, il coinvolgimento di medici di base, la proroga dei pensionamenti dei dottori che scelgono di restare in servizio e un maggiore utilizzo della telemedicina. I test, sierologici o rapidi antigenici, devono poi essere effettuati anche nelle farmacie, negli ambulatori dei medici di medicina generale e pediatri o in altre sedi facilmente accessibili”.

“La situazione rischia di esplodere – prosegue Regimenti – ed è figlia di una politica nazionale fatta di aridi Dpcm e non di misure a sostegno della cittadinanza. L’aumento esponenziale dei casi di contagio sta lacerando un sistema sanitario che fino a oggi aveva tenuto bene, grazie anche al coraggio di medici, infermieri, anestesisti, operatori sociosanitari, farmacisti. E’ evidente la mancanza di programmazione e di capacità gestionale dell’emergenza, che interessa comunque anche le altre patologie, oncologiche soprattutto, che a causa della pandemia sono passate in secondo piano”.

“Gli ospedali laziali sono in affanno e il sistema di tracciatura dei contagi non funziona – rimarca l’esponente leghista – come nella provincia di Frosinone, dove, come denuncia l’associazione dei consumatori Codici, ci sono carenze su tutti i fronti, dal personale alle strutture”.

Per questo, attacca Regimenti, “all’assessore alla Sanità D’Amato che va in televisione per dire che il sistema sanitario nazionale è da anni sottofinanziato, rilanciando l’utilizzo del Mes per dare più risorse al settore, ricordo che è stato Zingaretti a chiudere gli ospedali, a diminuire i posti letto, a dimenticare la medicina del territorio, a indebolire l’assistenza domiciliare ad anziani e diversamente abili. E siamo ancora in attesa di capire dove sono finiti gli 11 milioni di euro, soldi dei cittadini, anticipati dalla Regione nella vicenda delle mascherine ordinate alla Ecotech e mai arrivate” conclude.