Giovanni Acampora

“Le linee progettuali si ispirano a un principio fondamentale: la parola cambiamento“. Ne è convinto il neo-eletto presidente della Camera di Commercio di Frosinone-Latina Giovanni Acampora che in una intervista rilasciata telefonicamente al nostro giornale non nasconde la preoccupazione per il momento che tutti stiamo vivendo: “viviamo in un periodo terribile – spiega – tutti dobbiamo avere volontà di cambiamento. Bisogna ispirarsi a modelli differenti. Bisogna investire su infrastrutture materiali ma anche immateriali, come quelle digitali. Ispirandosi anche al new-deal europeo: banda larga, infrastrutture digitali, dobbiamo dunque ragionare in maniera diversa rispetto al passato. Bisogna modificare i vecchi comportamenti delle nostre due province, che insieme compongono un’area più forte. E’ un momento molto particolare“.

Quali sono stati i suoi primi passi da presidente della Camera di Commercio di Frosinone-Latina?

“Ho presentato già i programmi e la Camera ha dato il consenso. Mercoledì e giovedì programmeremo tutte le consultazioni con tutte le associazioni, che sono parte del patrimonio di questa nuova Camera. Le voglio sentire tutte, voglio sentire i loro progetti, le loro idee, la loro voglia di fare e insieme trovare una sintesi che sia la progettualità comune. Voglio trovare un modello di condivisione reale su tutti i temi e con tutte le forze in campo. Solo così possiamo affrontare questa sciagura che stiamo affrontando. Il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare appresso a lui”.

Non solo emergenza sanitaria, ma anche emergenza economica, incertezza nel futuro, disagio e tensioni sociali. Le molte manifestazioni spontanee in tutta Italia ne sono la riprova. A Lei cosa preoccupa maggiormente?

“E’ vero che questo nuovo DPCM è stato fatto di fretta, ma attenzione al disagio sociale, perché oltre alla crisi sanitaria abbiamo appunto anche quella economica e, come stiamo vedendo, assistiamo a scene di violenza urbana. Quindi attenzione! Responsabilità! Esprimete il vostro disagio ma nei limiti e normative anticovid e di ordine pubblico, perchè dobbiamo stare molto attenti che non avvengano altri drammi come a Napoli e a Catania. Ci dispiace che non siamo stati consultati, perché ci sono alcune categorie che potevano rimanere aperte, come ad esempio i teatri, i cinema, o i ristoranti che utilizzano tutte le precauzioni, mentre sugli autobus abbiamo potuto vedere di nuovo le calche, lì c’è il vero pericolo”.

intervista a cura di Chiara Tarquini