Non un terremoto, ma – più probabilmente – un boom sonico, vale a dire uno spostamento d’aria provocato da un aereo o da un altro oggetto che vola a una velocità uguale o superiore a quella del suono.

Il boato con spostamento d’aria distintamente avvertito dalla popolazione di Roma e del Lazio alle 15.54 non sarebbe stato un sisma: trascorsa oltre un’ora dall’evento, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – infatti – non ha fornito alcun dato su magnitudo e localizzazione dell’evento per quanto diverse persone – specie nella Capitale – hanno giurato di aver percepito due scosse, pochi minuti l’una dall’altra, e di aver sentito muoversi portoni e finestre.

Poche settimane fa a Capena, provincia di Roma, era stato avvertito un forte boato e il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) Carlo Doglioni aveva giustificato il rumore come “un fenomeno di sifonamento carsico”, non “legato a terremoti veri e propri ma a movimenti d’acqua del sistema carsico sotterraneo”.