Giuseppe Conte

Evitare un nuovo lock-down generalizzato, che – è cosa nota – metterebbe definitivamente in ginocchio l’economia nazionale e il morale degli italiani, già fortemente provati dall’emergenza sanitaria. Sarebbe questo l’obiettivo del Governo a pochi giorni, forse ore, dalla emanazione di un nuovo decreto che prevederebbe una nuova, importante ed ulteriore stretta sulle attività sociali ed economiche della Nazione.

L’aumento quasi esponenziale dei contagi in Italia (oggi, venerdì 16 ottobre, si è superata quota 10000 con 12mila tamponi in meno di ieri quando i nuovi casi erano 8.804) ha portato il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte ad affermare, durante il Festival di Limes, che la seconda ondata “non è meno pericolosa e va affrontata con una strategia diversa, nuova, che non prevede più il lockdown, più mirata, rispettando le regole del distanziamento e auto proteggendosi”.

“L’Unione Europea – ha affermato ancora Conte – sta finanziando le più importanti ricerche ed è in condizione di potersi garantire varie centinaia di milioni di vaccini. E’ stato un investimento ad ampio spettro, alcuni gruppi prospettano esiti per fine novembre o dicembre, potremmo avere molto presto 200 o 300 milioni di vaccini. Saremo in grado di inondare i nostri sistemi di vaccini e ci siamo premurati anche di procurarli anche per i Paesi con le economie più fragili”.

Conte ha sottolineato che tutti i Paesi Ue sono preoccupati per la seconda ondata “anche perché le comunità nazionali sono stanche”. Il premier ha affermato che il lockdown è il sistema usato da chi non ha mezzi. “L’Italia potrà utilizzare l’esperienza accumulata nella scorsa primavera”.

Intanto, in molti Comuni ciociari, i sindaci lamentano la mancanza di un adeguato scambio di informazioni tra enti locali e uffici ASL sullo stato attuale dell’emergenza sanitaria. “Noi Sindaci siamo Autorità Sanitarie Locali e non siamo informati di nulla”, sbotta il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio su Facebook. Ma non è il primo né l’ultimo a lamentarsi: tra gli altri, hanno avuto di che ridire anche Domenico Alfieri di Paliano, Roberto Caligiore di Ceccano e, in maniera appena più garbata, il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini.

Una situazione che preoccupa, dunque, e che – se dovesse sfuggire di mano – potrebbe creare pure qualche problema di ordine pubblico. Forse incrociare le dita e restare uniti potrebbe essere, per ora, una buona soluzione.