All’interno degli istituti scolastici, vengono, per quanto possibile, rispettate tutte le norme con lo scopo di prevenire possibili contagi tra gli studenti. Fuori dal cancello, però, pochi minuti prima dell’inizio delle lezioni, i giovani si ritrovano raggruppati tra di loro, aspettando di entrare.

La scuola si impegna a tutelare la salute dei propri studenti, mettendo in pratica tutte le accortezze che esige la situazione. Questo però non basta a tutelare i ragazzi da possibili contagi, poiché le stesse accortezze non vengono stabilite al di fuori delle mura scolastiche.

Tale situazione fa emergere un’esigenza evidente: “garantire la sicurezza anche fuori scuola”, come affermano i genitori degli studenti in questione.

Garantire la sicurezza all’interno dell’edificio scolastico, ignorando cosa accade di concreto fuori dal cancello, è come mettere una benda davanti agli occhi e toglierla soltanto al suono della prima campanella, per poi rimetterla al suono dell’ultima.

Con il garantire la sicurezza ai ragazzi solo nella struttura scolastica, non si garantisce la sicurezza ma, vi è messo solo un velo che copre ciò che accade al di fuori.

A questo proposito, alcuni studenti di Anagni hanno affermato: “sembra come se il virus sia solo all’interno della scuola”. Ogni giorno gli studenti, andando a scuola, rischiano la propria salute, per questo motivo non basta garantire la sicurezza solo a scuola, ma anche prima che ci si arrivi ed entri.

articolo a cura di Diletta Turrini