Miriam Diurni

Miriam Diurni, nuovo presidente di Unindustria di Frosinone per i prossimi quattro anni, presidente del consiglio di amministrazione della sua azienda da 5 anni: finalmente una donna a capo di un organo importante quale Unindustria. Essere mamme e al contempo lavoratrici “è difficile, ma non è impossibile” come conferma la stessa dott.ssa Diurni.

Nella conferenza stampa di questa mattina, dopo essersi presentata, ha elencato alcuni dei programmi emanati da Unindustria (associazione che unisce le proprie forze per raggiungere obiettivi comuni tra le imprese di Frosinone e di Latina), ovvero i piani economici per i prossimi quattro anni.

“Il periodo del lockdown è stato difficile, ci ha fatto capire quanto è importante tornare alla vita associativa. L’associazione è luogo di confronto e di ricerca di soluzioni condivise e la struttura, in quel periodo, è stata molto attiva a sostegno di circa 500 aziende su varie problematiche. Inoltre ha contribuito a sostenere anche quelle aziende che hanno voluto riconvertire la propria produzione a vantaggio di questa emergenza sanitaria. La mia presidenza verterà soprattutto su questo, sul far diventare l’associazione un luogo di ascolto e di supporto per tutte le aziende, in particolare le piccole. Si pensava ad un miglioramento per il 2021 ma purtroppo i contagi stanno risalendo, e questo ci riporta un po’ indietro: fare delle previsioni per il futuro non è facile”.

Il programma per i prossimi quattro anni è il seguente: attenzione alle aree industriali per puntare al loro rilancio, ad esempio ad Anagni, considerata una delle zone strategiche, si effettuerà il rifacimento della zona industriale ASI ed anche il rifacimento delle strade secondarie.

“La valorizzazione, intesa anche come abbellimento delle aree industriali e l’accessibilità ad esse è uno dei miei cavalli di battaglia” come afferma il presidente. Quindi la costituzione di aree verdi, la manutenzione, ed infine la sicurezza che comprenderà programmi per lo smaltimento dei rifiuti. Questo avverrà non solo ad Anagni, ma in tutte le aree industriali della nostra provincia, sono stati infatti stanziati circa 12 milioni di euro.

Per quanto riguarda Anagni c’è già un progetto in corso che riguarda la fiscalità e che sarà poi esteso anche ad altre aree industriali, con l’obiettivo di monitorare le decisioni sulle amministrazioni comunali in materia di fiscalità. Rientrano nel programma anche progetti di formazione, per creare lavoro e per far trovare lavoro ai ragazzi nelle nostre zone e non farli andare via a cercare lavoro altrove.

“Il rilancio di un territorio passa anche attraverso la formazione, contribuisce a creare valore” come confermato dal presidente. Si porterà avanti il progetto Its, (Istituto Tecnico Superiore Meccatronico del Lazio) un percorso di formazione specialistico post diploma, nato dall’impegno di un gruppo di imprese associate del territorio di Frosinone e Latina. In conto c’è anche il Progetto Autisti, per ovviare alla carenza di personale. Come affermato dalla dott.ssa Diurni: “Covid permettendo, vorremmo inoltre aprire le nostre aziende a professori, studenti e alle famiglie, per far capire che le aziende non sono soltanto un luogo di lavoro, ma sono appunto luogo di ascolto, di scambio, dove nascono nuove idee, creando valore appunto”.

Altro argomento la Camera di Commercio di Latina che si è aggiunta alla governance condivisa, ed è disponibile a lavorare per progetti comuni e ci pone, come detto dalla presidente, all’ottavo posto come camera di commercio a livello nazionale, rendendoci attrattivi. Festeggiamo il decimo anno dell’unione dell’associazione, Latina è il quinto territorio, l’ultimo ad essersi aggiunto. “Abbiamo potuto vedere che in sinergia si ottengono più risultati e si arriva più vicino all’obiettivo prefissato”, ci fa notare il presidente.

Altro argomento trattato dal presidente durante la conferenza è l’ambiente, dove si stanno portando avanti importanti risultati riguardo gli interventi utili per recuperare competitività, e la qualità dell’aria, di cui si stanno effettuando dei monitoraggi proprio in questi giorni. Nonostante i dati dicano che non sono le aziende a produrre la maggiore quantità di particolato nell’aria, comunque i piani vanno a colpire maggiormente le stesse (le aziende).

Negli ultimi dieci anni, secondo i dati ISPRA, le emissioni industriali si sono ridotte del 27%, contribuendo, in ultima analisi alla produzione dell’11% dell’inquinamento totale. A riprova di ciò si può vedere come il particolato presente nell’aria non è cambiato durante il lockdown, nonostante moltissime industrie abbiano chiuso.

“Ciò che contribuisce maggiormente all’inquinamento è la combustione delle biomasse, derivante soprattutto dal riscaldamento domestico” come affermato dalla dott.ssa Diurni e come si può osservare dai dati. Le imprese hanno sempre avuto delle difficoltà riguardo gli stanziamenti e i procedimenti autorizzativi e negli ultimi tempi: “sono stati effettuati dei piccoli miglioramenti per le imprese. Ad esempio nel Decreto Semplificazione sono state inserite delle modifiche nell’articolo 52 ma soprattutto nell’articolo 53, incentrati sul tema del SIN (unione delle aree industriali), che abbiamo sostenuto sia a livello locale che nazionale.

Poi la Regione ha introdotto l’art. 4 alla legge di stabilità 2020, e per la prima volta il Lazio è un punto unico di contatto per i procedimenti autorizzativi. Stanno partendo adesso i primi accordi di sviluppo e insediamento per le imprese, ci stiamo confrontando con le istituzioni per portare a casa risultati. Puntiamo a degli investimenti innovativi, indicativi e sostenibili. Ci stiamo muovendo su tutti i livelli: provinciale, regionale e nazionale per far sì che le imprese abbiano risposte, non chiediamo scorciatoie ma risposte nei tempi di legge (…). Inoltre vorremmo che la stessa attenzione rivolta verso il mondo industriale (che ricordiamo produce l’11% sul totale) sia indirizzata anche a quell’89% che produce inquinamento” (dott. Massimiliano Ricci, direttore di Unindustria Frosinone).

Recovery Found è il piano di investimenti per il rilancio dopo il covid. Unindustria seguirà a livello regionale quello che Confindustria farà a livello nazionale. E tra il 2021-2027 si metteranno in atto gli investimenti sul nostro territorio” (dott.ssa Miriam Diurni).

Dunque i punti principali sono questi: vicinanza alle aziende, attenzione alle aree industriali e rilancio delle stesse, formazione, alleanza tra le province di Frosinone e Latina, ambiente, Sin e piano sulla qualità dell’aria. Il segreto dunque è lavorare in sinergia per raggiungere obiettivi comuni nel modo migliore possibile.

articolo e foto a cura di Chiara Tarquini