l'arrivo del ministro Roberto Speranza nello stabilimento Sanofi di Anagni (foto di Francesco Cribari)

Ufficialmente avviata stamani – giovedì primo ottobre – la preparazione del vaccino attualmente alla fase 1-2 di sperimentazione e sviluppato dai due colossi farmaceutici Gsk e Sanofi nello stabilimento di località Volcanello, estrema periferia di Anagni.

A presenziare all’evento, il ministro della Salute Roberto Speranza; al momento, nello stabilimento anagnino vengono al momento prodotte le dosi per i test sperimentali, ma al termine della fase 3 – che dovrebbe partire da dicembre se saranno positivi i risultati delle fasi 1-2 – quello di Anagni sarà il primo stabilimento produttivo a partire in Europa, insieme ad altri due in Francia e Germania.

foto di Anna Saccucci

Il vaccino contro la SARS-CoV-2 costerà meno di 10 euro. “Ad Anagni c’è un centro di eccellenza di grande esperienza”, ha spiegato l’amministratore delegato e presidente Sanofi Italia Marcello Cattani. “Prevediamo di entrare in Fase tre a dicembre”, aggiunge il vice presidente esecutivo globale, Thomas Triomphe, di Sanofi Pasteur che punta – se tutto filerà liscio nei test sull’uomo – a produrre 1 miliardo di dosi entro il 2021. Di queste, 300 milioni sono destinate all’Europa e ad Anagni se ne produrrà una buona parte. La distribuzione dopo l’ok dell’Agenzia Ue del farmaco potrebbe partire a metà 2021.

foto di Anna Saccucci

Tecnicamente, il vaccino di Sanofi e GSK è un vaccino a DNA-ricombinante in subunità basato su una tecnologia già utilizzata per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente ricombinante che consentirà di produrre un numero notevolmente maggiore di dosi. Utilizza la tecnologia messa a punto da GSK per creare una risposta immunitaria più forte.

Le parole di Francesco Cribari, RSU e lavoratore

“Quello di oggi per lo stabilimento dove da vent’anni lavoro è stato un giorno speciale: c’erano tutti i vertici della società a livello europeo, ministri, sottosegretari e altre personalità: il nome di Anagni e dei lavoratori è stato pronunciato più volte e questo non può che inorgoglirci. Ho visto tante facce di colleghi fiduciosi, per un rilancio del sito e per l’importanza che ha per la cura della popolazione mondiale”, spiega Francesco Cribari, RSU e lavoratore impiegato da qualche anno nello stabilimento di Anagni. E aggiunge: “rivogliamo la nostra libertà di abbracciarci, baciarci e di tornare a stringerci le mani. Auspico che questo vaccino arrivi a tutta la popolazione e non solo a quei paesi che se lo potranno permettere. Sono stati annunciate 300 milioni di di dosi: questo porterà lavoro e professionalità nella nostra zona. Un ringraziamento a tutti i miei colleghi che con dedizione ogni giorno in questo momento di difficoltà non hanno mollato, ed un in bocca al lupo per il futuro. Uniti si vince“.

La nota di Mauro Buschini, presidente del Consiglio regionale del Lazio

“Lo stabilimento di Anagni avvia la produzione del vaccino e questa, senza dubbio, è una nota di orgoglio per tutti noi. Tengo a ringraziare innanzitutto i ricercatori, le donne e gli uomini che hanno messo il loro talento al servizio della scienza, i lavoratori dello stabilimento di Anagni, il management Sanofi. Si apre una grande sfida, che vede l’Italia e il Lazio protagoniste di una pagina di storia che è fondamentale per il futuro di ognuno di noi”.

Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mauro Buschini in occasione dell’inaugurazione delle linee di produzione per il vaccino contro il Covid-19 alla Sanofi di Anagni.

“La pandemia ci ha tolto tanto, troppo: penso a chi non ce l’ha fatta, alle famiglie spezzate negli affetti, alle vite stravolte. E poi la crisi economica, le difficoltà sul lavoro, le incertezze sulla scuola, sul nostro futuro. Eppure – conclude – se questo virus ci sta insegnando qualcosa, è che lo si può combattere solo uniti. Politica, istituzioni, scienza: siamo tutti compatti dalla stessa parte”.

La soddisfazione del presidente della Provincia di Frosinone avv. Antonio Pompeo

Da Anagni parte la produzione del vaccino anti-Covid. Un’eccellenza come la Sanofi rappresenta l’importanza della ricerca, la valenza del capitale umano, il riscatto dell’intera provincia di Frosinone nella lotta al nemico invisibile che ha ferito a morte anche il nostro Paese.
Orgogliosi di dare il nostro contributo all’Italia, all’Europa e al mondo in un’emergenza che ci ha colpiti ma non affondati.

La nota del sindaco di Anagni Daniele Natalia

Il primo cittadino, tracciando le linee programmatiche della politica industriale e di sviluppo del territorio, dichiara:  «La crisi economica e del lavoro, tutte le incertezze generate nel mondo della scuola, la pressione senza precedenti sul sistema sanitario, le paure e le ansie nella vita quotidiana, sono state tutte sfide cui la pandemia ci ha messi di fronte e che, con lo sforzo comune delle istituzioni, della politica e della società civile continuiamo ad affrontare. Ma il coronavirus ha anche obbligato le istituzioni ad attuare scelte coraggiose come, per quanto riguarda la nostra Amministrazione, la attuazione pratica della delibera per la sburocratizzazione in area SIN, condivisa da Unindustria Frosinone e Consorzio Industriale, scelta pionieristica non solo per il rilancio industriale del territorio ma anche per affrontare la crisi sanitaria al meglio. Tant’è vero che la nostra delibera è stata, di fatto, ripresa dagli stakeholder che hanno lavorato al “Decreto Semplificazioni”. Senza enfatizzazioni eccessive, ma è indubbio che anche l’ausilio dell’amministrazione di Anagni ha contribuito e contribuirà affinché la Sanofi di Anagni ed altri operatori del settore potranno attuare i programmi di investimento per la produzione del vaccino da distribuire nel mondo».

Il sindaco Daniele Natalia ha infatti denunciato fin dal suo insediamento le storture dell’attuale normativa SIN ed ha voluto fare sistema con il mondo produttivo per trovare una soluzione che tenesse conto dei programmi di sviluppo e delle giuste esigenze degli operatori economici. Spiega Natalia:  «La gran parte dei procedimenti, anche la concessione di un semplice permesso a costruire, relativi alle industrie del territorio si erano incancreniti per l’incapacità della politica di prendere decisioni realmente incisive. La normativa SIN è oggettivamente ostativa dello sviluppo economico e, per paradosso, anche della difesa dell’ambiente. Ecco perché necessita di una riforma che preveda innanzitutto la definitiva sburocratizzazione delle norme per evitare tempi biblici e che permetta a chi vuole investire di farlo nel rispetto della legge. All’evento della Sanofi ho parlato con il sottosegretario del MISE, l’On. Manzella, a cui ho elencato quanto fatto dall’Amministrazione Comunale di Anagni e dagli imprenditori del territorio per difendere gli investimenti e la produttività. Il sottosegretario ha fatto un’apertura molto importante nei confronti del territorio per ausiliarci nella battaglia del problema SIN. Ci saranno novità importanti, lavoriamo per il nostro territorio, polo industriale d’eccellenza come ha dimostrato l’evento Sanofi. Al riguardo mi complimento e ringrazio tutto il management aziendale, in particolare il direttore Alessandro Galassini per aver creduto in un sogno e oggi per averlo raggiunto».