alla didattica “innovativa”, con nuovi e alternativi metodi di insegnamento; no, secco, ad una ingiusta e poco meditata organizzazione negli studenti nelle rispettive classi. E’ quanto sostiene un agguerrito gruppo di genitori di studenti che frequentano il Liceo Linguistico e delle Scienze Umane annesso al Convitto Nazionale “Regina Margherita” di Anagni.

Con la circolare numero 11 dell’otto settembre il dirigente scolastico prof. Fabio Magliocchetti ha comunicato alle famiglie ed agli allievi che soltanto cinque degli ambienti scolastici utilizzati come aule erano completamente dotati di banchi e sedie, mentre per tutti gli altri ambienti erano disponibili soltanto le sedie.

il prof. Fabio Magliocchetti

E’ così che un nutrito gruppo di giovani studenti si sono ritrovati a fare lezione in aule inchiodati su una sedia per ore, senza un tavolo sul quale appoggiare penne e quaderni, fomentando l’ira dei genitori che ritengono la situazione “né igienica né dignitosa” per i loro ragazzi.

La domanda di tutti – studenti e genitori – è la stessa: quando saranno assicurate le forniture complete di monoposto previste dal maxi-bando del Governo affidato al commissario straordinario Domenico Arcuri?

A rispondere è lo stesso prof. Magliocchetti: “i banchi monoposto devono essere forniti dalla struttura commissariale diretta dal dott. Domenico Arcuri che si è impegnata a fornire tutti i banchi a tutte le scuole d’Italia entro il 31 ottobre, risultando ad oggi effettivamente consegnati 200.000 banchi sui 2.400.000 necessari, cioè soltanto circa l’8%. L’Amministrazione Provinciale di Frosinone si è impegnata anch’essa alla fornitura dei banchi monoposto, con la data di consegna informalmente prevista per il 25 settembre”.

Ma la prospettiva di questa lunga attesa a far lezione sui banchi preoccupa, e non poco, gli stessi genitori: “è deprimente che l’anno scolastico sia cominciato in questo modo, frutto di una incapacità politica di programmazione a breve termine. Un’immagine come questa non è degna di un Paese civile come l’Italia“.

Prova a gettare acqua sul fuoco, intanto, il prof. Magliocchetti che – contattato telefonicamente dal nostro giornale – ha garbatamente risposto a tutte le nostre domande: “il motivo di tale mancanza è rappresentato dalla necessità di garantire per gli allievi sia un metro di distanziamento, come misura di prevenzione della diffusione del contagio COVID, sia i necessari spaziamenti per l’esodo di urgenza dalle aule, per cui soltanto i banchi monoposto, circa cinquanta, ed i banchi biposto di lunghezza di 130 cm sono risultati idonei per soddisfare entrambe le esigenze, i banchi monoposto utilizzati singolarmente ed i banchi biposto utilizzati in coppie con la seduta in sicurezza per tre allievi.

La scelta era tra il fare lezione, anche con gli inevitabili disagi dovuti alla solo presenza delle sedie, ed il non fare lezione.

Si tratta, pertanto, a questo punto, di attendere il previsto arrivo dei banchi, cercando di valorizzare l’importanza di essere tornati in presenza a scuola a fare lezione dopo oltre sei mesi, nel contesto di una pandemia mondiale ancora oggi, purtroppo, fortemente attiva e pericolosa“.

Ma, dal canto loro, genitori e studenti non sembrano voler accogliere favorevolmente questa ipotesi di attesa e puntano i piedi: “non vi è alcuna certezza del fatto che i tempi prospettati siano necessariamente rispettati; ogni giorno che passa, tra i ragazzi si creano nuovi problemi sia di disparità di offerta formativa che di carattere fisico e posturale. E’ importante, dunque, trovare una valida soluzione alternativa che scriva presto la parola “fine” a questa paradossale situazione”.

E si dicono pronti a porre in essere manifestazioni di protesta drastiche, come quella di non far entrare i propri figli a scuola: “in queste condizioni la scuola non andava aperta”, dicono. E propongono una soluzione temporanea, urgente ed alternativa: “utilizzare i banchi doppi già in dotazione all’Istituto in una maniera diversa, facendo occupare opportunamente i posti agli studenti rispettando le distanze tra essi”.