Maurizio Stirpe (credit-photo: Frosinone Calcio)

Emergenza sanitaria ed economica, economia nazionale e di territorio ed, infine, il Frosinone Calcio. Anagnia.com ha incontrato Maurizio Stirpe, imprenditore e dirigente sportivo italiano, vicepresidente di Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni Industriali e presidente del Frosinone Calcio, e a lui ha rivolto qualche domanda. Ecco cosa ci ha risposto.


Nel caso in cui la dovesse riacuirsi l’emergenza da Covid – ci auguriamo di no – c’è un piano di emergenza sulla scorta dell’esperienza acquisita nei mesi scorsi dal Governo e dalle Istituzioni, dunque anche da Unindustria, per fare fronte a tale evenienza? E, in caso, quale tipo di ripercussioni si potrebbero avere nella nostra provincia?

Non è prevista – fortunatamente – una recrudescenza dell’emergenza come si è manifestata nei mesi di febbraio e di marzo scorsi, per cui sicuramente non dovrebbero essere previste, qualora dovesse innalzarsi la curva dei contagi, nuovi lock-down così massivi come si sono verificati in passato.
Potranno, in caso, esser prese delle misure meno severe rispetto a quelle prese nei mesi passati ma, dal mio punto di vista, nel frattempo dobbiamo fare di tutto per imparare, anche se con grande difficoltà, a convivere con il virus.

Per quanto riguarda, il caso specifico della nostra provincia?

Penso che siamo ancora in una fase interlocutoria; dobbiamo ancora vedere quali saranno gli effetti del terzo trimestre della ripartenza, e dopodiché dobbiamo riprendere le fila del ragionamento partendo dalle emergenze che la nostra provincia lamentava: abbiamo dei problemi che dobbiamo assolutamente risolvere, primo fra tutti il risanamento della Valle del Sacco e la scoperta di un nuovo profilo di missione per quanto riguarda l’economia del nostro territorio, ivi compresa lo studio delle potenzialità che possono scaturire da una maggiore integrazione sia con la Capitale che con i territori limitrofi. Il futuro è ancora tutto da progettare.

Lo sport è una industria vera e propria: l’emergenza sanitaria ci ha consegnato una industria completamente diversa da come la conoscevamo: partite senza pubblico, sponsor che fanno passi indietro. Per quanto riguarda il calcio, com’è cambiato in quest’ultimo periodo?

Lo sport, il calcio, stanno faticosamente cercando una nuova identità, senza tifosi, senza sponsor di territorio, senza una copertura dal punto di vista economico maggiore rispetto al passato da parte delle televisioni che – bisogna dirlo – a loro volta hanno i loro problemi da risolvere. Il calcio risente di tutte quelle problematiche che sono le stesse per le quali stanno soffrendo anche l’industria dell’intrattenimento e l’industria turistica. Ad oggi, non è ancora possibile stabilire un punto di caduta: ciò dipenderà dalla profondità e dalla durata della crisi. Indubbiamente, in questo momento, lo sport vive un momento di grandissima sofferenza.

Serie B: la stagione 2020/21 partirà il 26 settembre. Le date individuate vedono il via alle competizioni il 26 settembre e la conclusione venerdì 7 maggio in modo da permettere lo svolgimento della fase post season nel rispetto dell’inizio degli Europei. Per quanto riguarda la nostra squadra del cuore, che tipo di Frosinone è in cantiere per la prossima stagione?

Il Frosinone Calcio, innanzitutto, dovrà pensare a prestare maggiore attenzione al suo equilibrio economico-finanziario, poi allo stesso tempo non dovrà rinunciare ad essere efficace in campo. Ci aspettiamo di fare un campionato che quanto più possibile ci avvicini alla parte sinistra della classifica, non disdegnando di fare qualche puntatina a obiettivi più importante, qualora dovessimo avere quella continuità di rendimento che nella scorsa stagione non abbiamo avuto.